Il cane che morde il cane fa notizia?

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giugno 17, 2014 di carlovanni

C’era una volta una vecchia regola per giornalisti che diceva, suppergiù: un cane che morde un uomo non fa notizia. Fa notizia un uomo che morde un cane. Voleva essere un invito a quanti, ancora poco avvezzi alla cronaca, rischiassero di perdere tempo portando al giornale notiziette buone si e no come riempitivo, certo non tali da poter richiamare l’interesse del lettore tanto da spingerlo a comprare il giornale.

Mi accorgo che qualcosa è cambiato quando, aprendo il giornale radio, alle 7.37 – 7 minuti dall’inizio, che con le tante notizie di cui parlare è un bel po’ – non sento niente circa la politica, che pure ce ne sarebbe da dire in giorni come questo, né sull’ondata di arresti e indagini che si sta sviluppando in tutta Italia; due begli argomenti, di quelli che fanno sempre fremere le tifoserie di ogni colore e scudetto e fanno bagnare i giustizialisti di ogni età e sesso.

No; si parla di un tizio che ha fatto strage della famiglia, e poi se n’è andato al bar a guardare la partita.

Capirei se si trattasse di un giornale locale, localissimo. Sui canali nazionali, molto meno.

Allora sbircio le prime pagine delle maggiori testate online: Repubblica, Corriere, Stampa, Fatto; tutte, senza eccezioni, riportano in primissima pagina l’assassino di Yara Gambirasio e la strage dello sposino perfetto; poi, calcio e il pericolo delle coppie gay, e infine un po’ di crisi e di ricette monetarie ad hoc.

Significa che l’aria è cambiata. Significa che nel momento in cui non hai nessuna notizia con la quale differenziarti dagli altri, ti butti su quelle che gli altri pubblicano, perchè non sia mai che resti tagliato fuori. E le notizie da pubblicarsi, comincio a pensare che le desumi guardando cosa gira sui social media il giorno precedente. Un sacco di clic per Schumi che esce dal coma, e la prima cosa che dice è “Dove c’è Barilla, c’è casa”. Un sacco di clic per Grillo con le palle di fuori sulla spiaggia. Un sacco di clic per la tetta scoppiata di Ilona Staller dopo il film girato a gravità zero. Un sacco di clic.

Non dico che il giornalismo dovrebbe essere fatto di soli scoop, ci mancherebbe. Però una omologazione così, oltretutto così dal basso, che non cerca, non approfondisce, non va a caccia della notizia ma si butta a pesce su quello che sa già essere di facile digestione, fa francamente un sacco pena. Come Gramellini quando fa l’elegia della mamma, come Fazio di quando sospira al ricordo del pallone Tele. Volete vincere facile, facilissimo.

Poi l’informazione dovrebbe anche cercare di prescindere dal tipo di utente che sa di aver già conquistato prima ancora di cominciare a esprimersi; forse per molti sarebbe duro leggere, capire di cosa si parla, ma pazienza. Lasciamo pure che cerchino due parole sul dizionario, di tanto in tanto, senza coccolarli con storie di complotti e di femminicidi.

D’altronde, ciascuno ha la stampa che si merita; basta leggere i commenti.

C’è un racconto tremendo di Leiber, di cui non ricordo mai il titolo, in cui parla di una razza di creature che si radunano sui luoghi nei quali è appena avvenuto un incidente, per nutrirsi delle emanazioni di dolore, di sconcerto, di paura che esalano dal teatro della disgrazia. Arrivano dal nulla, guardano, commentano, invocano giustizia o punizione, poi come erano arrivati se ne vanno e tornano nel nulla da cui provengono.

Ecco, mi fa un po’ lo stesso effetto vedere in quanti pubblicano le foto dell’ennesimo mostro. Con la bava alla bocca, delirando di punizioni che l’Inquisizione avrebbe avuto il garbo di non rendere pubbliche, perlomeno.

Non so cosa ci sia di così sbagliato in me, ma ho il sospetto di capire quello che c’è di sbagliato in molti altri.

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2 thoughts on “Il cane che morde il cane fa notizia?

  1. Hello spank...ing ha detto:

    “il cattivo da odiare”, e possibilmente da torturare, la violenza sui personaggi cattivi è sempre tollerata ed incentivata dalla gente, non solo dai media. Odio il complottismo, ma questo genere di notizie mi sembra il classico specchietto per le allodole finalizzato a distogliere l’attenzione dalla realtà, che ci vede impoveriti sia a livello economico che morale. Poi diciamoci la verità è una delle poche occasioni in cui possiamo dimostrarci per quello che siamo, squali (privi di memoria a lungo termine) che vogliono azzannare la carogna e scomparire nel nulla. Siamo marci, questo dovrebbe essere l’assioma del “Pensiero negativo”

    • carlovanni ha detto:

      Purtroppo sì. Rileggevo due giorni fa “Il desiderio di essere inutile”, l’intervista a Pratt, e verso la fine diceva: alla mia età, ho visto tutto, e forse l’unica cosa che ancora mi commuove, mi stupisce, è la gentilezza.”. Libera parafrasi di un pensiero che può tranquillamente essere uscito dalla mia bocca.

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