Seguitemi, mi sono perso.

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giugno 13, 2014 di carlovanni

Ogni tanto quando i miei amici mi chiamano Guru mi fa ridere, altre volte meno, perchè è un’etichetta che oggigiorno in molti si appioppano da se stessi.

Sinceramente, non mi ricordo nemmeno più com’è nata la cosa del Pensiero Negativo. Di sicuro è partita con una saracca asciutta contro l’ennesima manifestazione tutta sbaciucchi e sorrisi a cinquanta denti di qualcuno che poi in realtà stava morendo dentro, come spessissimo accade. Poi il tutto ha preso una velocità sua, ed è diventato una chiave di lettura del mondo.

Man mano che vado avanti mi accorgo di ripercorrere strade già praticate da altri – ma, e questo è sorprendente, solamente moltissimo tempo fa, come se da allora tutto fosse stato sommerso da un mare di cazzate.

Pratichi il pensiero dei Cinici, degli Epicurei, di Parmenide, di Zenone, di Epicuro, di Seneca, di Epitteto, e capisci che erano infinitamente più moderni, razionali, pratici, lucidi del 90% della popolazione attuale. Era gente che evitava di raccontarsela, che cercava di vivere in modo naturale e piacevole, se possibile, ma senza condizionamenti, senza essere schiavi del proprio né dell’altrui cervello; chi esagerando, chi no, ma comunque nel complesso il tutto molto concreto ed intelligente. Il Pensiero Negativo deve molto a questi signori qui, ma senza saperlo; semplicemente, io che ho fatto l’ITI e non gli studi classici scopro con grande sorpresa che posso trovare sponda in chi ci ha riflettuto ben prima di me.

Di qui, ogni tanto le mie massime, le mie battute all’acido solforico, le riflessioni più o meno amare, ma non più amare di quanto non siano le cose, credo. Senza comode illusioni, secondo me si vive meglio, anche se apparentemente con un po’ più di fatica; ma è tutta questione di capire in quante rate vuoi pagare il prezzo pieno della realtà, e con quale interesse aggiuntivo. Io preferisco rata unica, e nessuna tassa, se posso. Ciascuno farà poi come preferisce.

E no, non mi sento di dare lezioni a nessuno, e non mi sento di prendermi sul serio più che tanto – già mi prendo troppo sul serio per forza di cose, non è il caso di aggiungere benzina al fuoco.

Però credo che qualcosa di utile, discutendole, criticando, facendosi due risate, dal Pensiero Negativo possa venire fuori. Se non altro, è onesto.

Ben più dei tanti Guru ed esperti infallibili dei quali comprate a caro prezzo il pensiero ogni giorno, che promettono la via, la verità, la vita se fate come loro: perchè loro ce l’hanno fatta.

Qui non ci sono lezioni. Ogni volta che scrivo qualcosa è un pensiero mio che mi serve – serve a me per primo – per capire cosa sta succedendo. Se scopriamo che funziona, teniamolo. Se no, discutiamolo. Eliminiamolo, buttiamolo via. Serve a me, serve a tutti. Se lo trovate utile, fatelo vostro, se avete qualcosa da aggiungere, ben venga, anzi, spero che abbiate altri trucchi da insegnarmi.

“Io lavavo i piatti nella vasca da bagno, ora sono miliardario perchè amo la gente”. Ma caro Robbins, io conosco gente che ama la gente e lava i piatti nella vasca da dieci anni, e ha sempre le pezze al culo. E conosco anche miliardari che odiano tutti fin da bambini. E anche gente che lava i piatti ed è contenta così. Di solito, è gente che a casa non ha la vasca, ma un piatto doccia.

Vi dicono: seguitemi, guardate dove sono, fate come me! E non vi dicono che su mille che facevano come loro solamente a loro è andata grassa, di tutti gli altri non c’è memoria. Per cui, vi trovate dopo dieci anni di acquisti di psicologi new age a saggiare la corda nel sottoscala, però col sorriso eh, perchè si sa, la magia della positività…

Io non sono ricco. Non ho fatto carriera, non sono fortunato, non sto nemmeno tanto bene. Non ci sono folle di persone che si sbracciano al mio apparire, né che non dormono la notte senza aver sentito cosa avevo da dire. Ho una vita come tanti; a volte infelice, a volte insopportabile, a volte allegra o forse meglio senza enormi pensieri. Vivo con un filo di gas, con prospettive scarse e tanta frustrazione, proprio come tutti noi, presto o tardi.

Però la novità è che non ho voglia di ammazzarmi. Non mi abbatto, non mi arrendo, non lascio stare. Non divento cinico negli affetti, opportunista, cattivo; non mi lascio andare, ho voglia di tentare ancora, e ancora e ancora. Non lecco sederi, non cado nella disperazione, non mi faccio mettere i piedi sulla testa e mantengo quella specie di orgoglio delle piccole cose che ti aiuta a passare la giornata; mi piacciono mille cose, mi appassiono e mi interesso di tutto, o quasi. In pratica: sono una persona che a sentire chi si abbandona al delirio di paranoia, disperazione, voglia di farla finita così di moda al giorno d’oggi dovrei unirmi senz’altro alle loro schiere, ma in realtà mi rendo conto di stare benissimo, e spesso anche di divertirmi e di coltivare qualche porca soddisfazione. Forse, e dico forse, il mio modo di funzionare funziona, funziona anche per chi non è miliardario e addirittura non a posteriori, ma qui e adesso.

Per cui, se vi pare: seguitemi, mi sono perso. La buona notizia è che non si sta affatto male. La cattiva, se pure, è che non so mica dove sto andando. Ma tanto, per caso siete attesi altrove?

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4 thoughts on “Seguitemi, mi sono perso.

  1. Riccardo ha detto:

    “Però credo che qualcosa di utile, discutendole, criticando, facendosi due risate, dal Pensiero Negativo possa venire fuori. Se non altro, è onesto.”

    Però credo che sia necessario, avendone i mezzi, darsi da fare per mettere insieme (alla meno peggio, se vuoi, spinti dalle buone intenzioni più che dalle effettive capacità, che quelle si possono acquisire con il tempo) una prima pozza di cartina, ad uso dei più, per orientarsi in tutta questa merda. Perché la merda non è tutta uguale, ce n’è di quella che cela tesori. Come ti dissi altrove, come ti dissi in un momento diverso da questo, anche tenere il timone dritto a puntare l’approdo si chiama eroismo, in questa Italia.

    Vogliamo provarci?

  2. Melania Emma ha detto:

    …”è tutta questione di capire in quante rate vuoi pagare il prezzo pieno della realtà, e con quale interesse aggiuntivo. Io preferisco rata unica”. Like and relike again. Io sostengo te e non il PN: tu non sei limitato, lui sì.

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