Malinteso.

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maggio 29, 2017 di carlovanni

Metti per esempio che sei un sant’uomo e che quando muori c’è davvero una vita oltre la morte; ci ritroviamo tutti lì, tipo la stazione quando annunciano un ritardo che non si capisce mai un cazzo, “Il treno KSDHFJHSDFJSDHF proveniente da KJDFJXCJSJFDSLJF e atteso a JSDKFJKJFJ alle ore CIUPA è fermo per un guasto tecnici. Ci scusiamo per il FOTTESEGA”.

Quindi, dopo tipo tre quattromila anni che stiamo tutti lì, come al solito qualcuno prende su e si organizza per andare a farsi valere in biglietteria: un po’ perché c’ha le palle, un po’ perché gli piace che gli altri pensino che c’ha le palle. Però siccome la biglietteria non c’è, allora tira su otto dodicimila rappresentanti che lo seguano fino alle porte del Paradiso e va in delegazione trattante con Dio: Enorme, Altissimo, Purissimo, Chiarissimo, ma adesso noi cos’è che si fa? Cioè, non è che quella storia che per tutta l’eternità ascoltiamo le musiche celesti e toccalaviola è vera, eh? Che c’è da esaurirsi, vabbé le musiche celesti quando fai zen ma poi oh, che palle.

E Dio, che si sta preparando un caffé (proprio come insegnano le réclame) attorniato da vallette discinte guarda la delegazione e dice, cioè, in che senso? E siccome è onnisciente tutti capiscono in quel preciso momento che l’onnipotente sta glissando su qualcosa di spiacevole e probabilmente ce l’hanno al culo.

Ma sì, riprende il portavoce, adesso che facciamo? Voglio dire, cosa prevede il Tuo disegno?

Quale disegno? C’ho la faccia di uno che lavora al tecnigrafo?

Ma sì, prosegue l’umano, coraggioso – il coraggio della paura, – noi siamo stati buoni e zitti e quieti, abbiamo sterminato persone per te, abbiamo patito incredibili caldoni in innumerevoli messe cantate col coro che si credevano brasiliani a grattar formaggio con le chitarre, ma adesso che si fa?

Francamente, risponde Dio, non ci ho proprio pensato. Cioè, non è che non voglia, eh. Non siete voi, sono io. (Traaac – al culo). Ma ‘desso pensiamo a qualcosa, dai.

Ma in che senso? Ma come? Migliaia di anni e adesso anticamera?

Eh, fa Dio, mentre dà da mangiare al presentatore televisivo in gabbietta un osso di seppia -come sono carini, tengono tanta compagnia – è che proprio io a voi non ci avevo pensato.

Ma come, Signore! tuona a questo punto il tizio, che adesso non può più fare marcia indietro davanti ai suoi seguitori, che sennò lo sbranano, e poi lui è molto macho perchè c’ha la barba hipster, e allora tutta quella storia della stirpe, della razza eletta! A tua immagine e somiglianza!

Ma benedetti ragazzi, dice loro Dio mentre si stravacca su una Giugiaro, ma non per essere scortese, ma a voi chi ve se incula? Io mica pensavo a voi. Avevo puntato tutto sui rettili. Sono semplici e si prestano a un sacco di modifiche.

Ma allora, allora!! fa il tizio, stavolta molto in defaillance. Ma noi abbiamo eretto torri fino al cielo, abbiamo riempito il mondo di meraviglie, abbiamo conquistato le profondità, gli abissi e le alte sfere, tutto pensando a te!

Eh. Ma tutto senza di me, fa Dio. Cioè, a dirla tutta io avevo programmato di cancellarvi. E ci ho provato un sacco di volte. E’ solo che siete davvero resistenti, cazzo.

 

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