Battere l’erba per spaventare i serpenti

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giugno 30, 2016 di carlovanni

Battere l’erba per spaventare i serpenti, il Tredicesimo tra i 36 stratagemmi alla base del pensiero strategico cinese. 

Battere l’erba per spaventare i serpenti é il tredicesimo tra i 36 stratagemmi che sono alla base del pensiero strategico cinese, un classico taoista la cui origine si perde tra le nebbie del tempo, ed il primo nella Terza Parte di questo testo, intitolata Stratagemmi delle battaglie d’attacco.

Commento 

Nel dubbio ricercare la realtà [dei fatti].

Muoversi solo dopo averla vagliata scrupolosamente.

In tal modo “il ritorno” mette in evidenza lo yin.

Spiegazione

“Conoscere se stessi e l’altro: vittoria senza pericolo. Conoscere il Cielo e la Terra: vittoria totale.”

Antico detto cinese. 

attenti ai serpentiQuando fate una passeggiata in mezzo all’erba, anche nelle nostre colline è sempre buona norma procurarsi un bastone per battere l’erba davanti a noi, in modo che il rumore, precedendoci, sveli e metta in fuga le vipere che, infastidite e spaventate dal nostro passaggio, potrebbero reagire mordendoci per autodifesa: è una norma di sicurezza valida ovunque, e specialmente in terre selvagge e sconosciute.

Questo stratagemma parla dell’importanza dell’attenta analisi che si deve intraprendere riguardo al comportamento di un rivale apparentemente tranquillo e riservato: occorre studiarlo con attenzione, in modo da evitare i tranelli che esso potrebbe aver celato nell’ombra (yin).

L’origine di questo detto deriva da un fatto accaduto durante la dinastia Tang (618 – 907 d.C.): gli abitanti di un distretto, stanchi dei soprusi del governatore in carica, noto per la sua avidità, inviarono una petizione pubblica non già contro di lui ma bensì contro il suo assistente; l’accusa, molto grave, era di corruzione, ed era seguita dalla minaccia nei confronti del governatore che entro breve sarebbe arrivato anche il suo turno. Questi, terrorizzato, capì l’antifona e scrisse una supplica alla popolazione che dichiarava, tra le scuse: Voi avete semplicemente battuto un colpo sull’erba. Ora io sono un serpente spaventato. 

Il suggerimento di questo stratagemma consiste nell’evitare di avanzare incautamente e con baldanza senza aver prima capito da dove potrebbe giungere il colpo dell’avversario; si deve procedere con attenzione, facendo rumore, provocando, riservando sorprese improvvise, facendo mosse inattese (Yang). A questo punto si dovrà fare molta attenzione: perché l’avversario reagirà d’istinto per un brevissimo istante e noi da questo potremo, se preparati, capire dalle sue azioni la sua psicologia, la sua strategia e le sue intenzioni, fino ad allora accuratamente celate (Yin).

mercanti mongoliaBattere l’erba per far scappare il serpente è anche, nel Buddhismo cinese, la frase che designa le azioni con le quali si sorprendono e si spiazzano gli allievi, gettandone in confusione la mente cosciente e razionale per individuarne le carenze e per prepararla all’illuminazione; tra le altre tecniche, ricordiamo quella dei famosissimi koan, quesiti senza soluzione reale.

In termini militari, questa cosa può essere rappresentato efficacemente da una ricognizione in territorio nemico, ma anche dalla consueta attività spionistica. I Mongoli, i Vichinghi ed i Romani erano straordinariamente esperti in una forma particolarmente raffinata di questo: inviavano un numero considerevole di mercanti nei paesi che ritenevano essere interessanti per una futura espansione. Questo consentiva loro di avvantaggiarsi in diversi modi: per prima cosa, i mercanti fungevano da spie vere e proprie, ma la natura del loro lavoro faceva sì che questa cosa restasse sempre molto ambigua. Poi, potevano tessere le lodi dei loro paesi d’origine e criticare i governi di quelli in cui si trovavano, ponendo le basi per successive ricerche di alleati e simpatizzanti in loco; in più, osservavano le reazioni degli interlocutori, battendo l’erba.

space raceSempre in campo militare, la stessa funzione viene svolta da strutture apparentemente innocue: non solo le ridotte avanzate e le torri di avvistamento sono utili per capire cosa fanno i nemici concreti e potenziali. Allo stesso scopo vengono utilizzate missioni diplomatiche, stazioni scientifiche, missioni di pace, ambasciate; le informazioni che vengono riportate da queste installazioni sono preziosissime per comporre il quadro della situazione.

Varie fonti citano anche le strategie di riarmo, le corse al conflitto, come esempio di questo agire: ad esempio, la corsa allo spazio tra USA ed URSS e quella dello Scudo Spaziale sotto l’amministrazione Reagan, ricordati come esempi straordinari in quanto non solo rivelarono le vere intenzioni del blocco sovietico, ma lo costrinsero anche ad autoeliminarsi economicamente. A me piacciono poco: li vedo come esempi estremi, un mentire che sa già troppo di aggressione e troppo poco é ambiguo per essere davvero infallibile. Diciamo che è andata bene.

gettare la mascheraPer i civili, potrebbe essere qualche domanda che faccia parlare di sé l’interlocutore, o anche qualcosa che lo spinga a vantarsi, o una offesa misurata che lo costringa a gettare la maschera e rivelare quello che pensa di noi; i metodi possono essere davvero tantissimi. Una offerta esageratamente buona o cattiva in fase negoziale, una sperticata lusinga, l’uso di una frase ambigua; tutto fa brodo. L’importante è fare in modo che l’interlocutore, l’avversario reale o potenziale per un istante si trovi spiazzato e che ci mostri quello che veramente è la sua natura, quello che ha in serbo per la situazione. Tutto ciò richiede certamente un grande impegno nell’ascolto e nell’osservazione di ciò che ci circonda, persone e cose; una abilità sempre centrale, mai troppo sviluppata e curata per potersi sentire davvero al sicuro.

Naturalmente, come in tutte le cose, il tempismo è cruciale. Battere l’erba troppo presto potrebbe indurre l’altro a rivelare le sue forze, sì, ma anche ad agire prima che noi abbiamo preparato la nostra mossa. Per questo, tutte le forme di ricerca di informazione indiretta e laterale risulteranno sempre preferibili; la cautela non è mai abbastanza, e l’unico freno alla nostra raccolta di dati il più possibile esaustivi e completi dovrà venire dalla necessità – anche qui, tempismo! – di agire, infine.

 

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