Smetto quando voglio.

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marzo 24, 2012 di carlovanni

24/3/2012, ore 10.14

La Biblioteca di Santa Croce è solo una delle 5 municipali della città, e non la più grande, o la meglio fornita;

ultima in ordine di apparizione, si difende bene, ma nulla a che vedere con la specializzazione, poniamo, di San Pellegrino, o l’opulenza della centrale, la maestosa Panizzi.

Ad ogni modo, non è la più scomoda da raggiungere, in auto, e questo fa sì che di tanto in tanto (ehm, ogni mese) io le dedichi un viaggetto extra, anche se ho già in casa quei 20 libri da leggere.

Però, tenere d’occhio tutte le scadenze è una scadenza molto impegnativa.

E ho deciso di smettere.

Sì, adesso riporto addirittura IN ANTICIPO i libri presi in prestito, e poi BASTA.

 

24/3/2012, ore 11.39

E’ che la bacheca delle novità non  era poi curatissima, oggi, però “Agguato all’incrocio”, di Dale Furutani, mi incuriosiva.

Ma poi, il viaggio devi farcelo comunque, e se ne devi riportare uno, tante vale riportarne due.

Allora, prendiamo un audiolibro, va.

“I Miserabili”, leggerlo, non ho mai avuto voglia. Ascoltiamolo un po’.

Oh, guarda. Ho la K giusto in faccia!

No, King no, non tentiamo di nuovo la fortuna.

Però, Gerald Kersh, “La notte e la città”, ma sarà vero che è uno scrittore amato da Lansdale, Moorcock…eh?

No, Kerr no, la Trilogia Berlinese è bella, ma l’ho riletta che sarà poco, neanche un anno.

E Kellerman? Sempre bravo. No, questol’ho letto. Questo anche.

Questo…”Il carnefice”…porca eva, è Katzenbach, John, ma ormai l’ho preso…

E, toh, la Sue Kaufman di “Diario di una casalinga disperata”.

Poi, come mi giro, la L di Lansdale, giustappunto, “Il valzer dell’orrore”, mi sembra di non averlo ancora letto.

E questo M di Milton, Giles? “La colonia perduta”? Parla del disordine in bagno? E’ l’autore de “L’isola della noce moscata”, che non sono mai riuscito a leggere. Magari, stavolta sarò più fortunato.

Ok, dai, basta, usciamo.

Ma “Il turco a Vienna” di Cardini parla dell’assedio del 1683, e non ho mai approfondito l’argomento. Via, anche questo.

Beh, fatto 7, tanto vale fare 8.

Il saggio di Manchette “Le ombre inquiete”.

E mentre esco, c’è il totem dei libri in dono alla Biblioteca che la stessa non può tenere, che sono lì per farsi rubare. “Perfeziono lo yoga” di Van Lysebeth, uhm, beh, mah…ma sì, a casa ho già il vetustissimo primo volume, “Imparo lo yoga”.

Erh…

Ma no, dai, però.

In fondo, smetto quando voglio.

 

2 thoughts on “Smetto quando voglio.

  1. Maria Laura ha detto:

    Io devo essere onesta: le biblioteche non le pratico.
    Cioè.
    Le visito ma come una pellegrina curiosa e riverente.
    Ma non prendo mai nulla in prestito.
    Questo perché io sono biologicamente incapace di leggere libri che non mi appartengono.
    E’ stato scientificamente provato nei migliori laboratori di ricerca.
    Io devo possedere il libro, prima di leggerlo.
    Anche usato. Ma deve essere MIO, per poterlo leggere. Poi lo presto, anche volentieri.
    E spesso ciò che presto non ritorna. Ma questa è un’altra storia.
    Tornando al tuo post, ti dirò che mi piace assai. Mi ci rivedo, quando vago nelle mie librerie di fiducia, quelle a metà prezzo. Affastello, affastello.
    Credevo fosse bibliofilia invece era bibliomania. Me l’ha chiarito il signor Louis Bollioud-Mermet, nel suo saggio sull’argomento, che ho letto tempo fa.
    Dopo averlo comprato, naturalmente. A metà prezzo, ovviamente.
    Tra i libri che hai enumerato, mi ha colpito “Il valzer dell’orrore” di Lansdale.
    Sarà la parola “orrore”. Oppure la parola “valzer”, che mi colpì anni fa nel titolo kunderiano “Il valzer degli addii” (bellissimo, quasi quanto “La vita è altrove”, secondo me il suo vero capolavoro).
    Sto dunque facendo una veloce ricerca su Lansdale e il mio libraio te ne sarà certo grato.
    Mi aveva colpito anche Gerald Kersh, “La notte e la città” ma poi ho visto che è un noir (mi sbaglio?) e al momento non è nelle mie corde (l’ultimo che ho preso è stato “Il sudario non ha tasche”, di Horace McCoy, acquistato anche quello a metà prezzo sulla suggestione del titolo ma ancora prende polvere sullo scaffale e maledice il libri già letti attorno a lui).
    Comunque mi sembra di vederti, mentre cammini con la pila pericolante di libri, personaggio parafiabesco.
    Concludo con una domanda: ma com’è, ascoltare un audiolibro?
    La mia esperienza in merito si ferma alle audiocassette di fiabe che mi regalarono quando avevo 4 anni e che distrussi l’anno dopo, avendo imparato a leggere, considerandole (scioccamente, forse) un surrogato per pigroni.
    Sono da provare?

    • carlovanni ha detto:

      Mi chiedi com’è ascoltare un audiolibro: non lo so! Ho piratato molte cose, ma poi le posso leggere solo su PC, e se sono a casa, tanto vale la carta, anzi.
      L’idea me l’ha data di nuovo lo Strabicone, nel brutto e paraculo “On Writing”, perfido pretesto per spacciare, travestito da manuale di scrittura creativa (comincio a diventare idrofobo all’idea) alcune sue elucubrazioni. Tra le tante, il fatto che essendo un lettore compulsivo, siccome si rammaricava di dover sprecare tanto tempo alla guida aveva ovviato con gli audiolibri.
      Ehi! Ottima idea! Mi avrebbe evitato tanti libri letti due righe alla volta in colonna!!!

      Peccato che “I Miserabili” nel mio lettore autoradio non funzioni, sob, sob!

      Io sono semplicemente troppo povero per acquistare, anche a prezzo stracciato, tutti i libri che mi incuriosiscono. A meno di botte di culo come trovare scatoloni di libri di fantascienza di fianco al cassonetto (e guardare con l’atteggiamento di un gorilla chi si avvicina incuriosito) o la coperta stesa al mercatino dell’usato, “se li porti via tutti mi dai 10 euro”. SEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!

      A Reggio abbiamo un sistema bibliotecario semplicemente paradisiaco. Uno potrebbe leggere, vedere, ascoltare qualunque cosa nello scibile umano senza spendere un centesimo. Sogno di diventare ricco e passare il tempo che impiego lavorando in biblioteca a cazzeggiare.

      Sì, sono bibliomane io pure. E ho tante altre manie. Al momento in cui scrivo, ho uan chitarra sulla scrivania (non chiedere) e sei alle spalle. Suono? Quasi mai. Adoro le chitarre.

      ma questo non c’entra.

      Kersh, sì, dovrebbe essere un noir. Sinceramente, la co amigliroe forse che ho letto di noir come lo vedo io è stato qualcosa di Manchette: veloce, incasinato, cattivo, con un certo humour. Forse “Piovono morti”.

      In Portogallo, circa una valigia di libri per una settimana mi ero portato, tra i quali l’allora esperimento Lansdale. “La notte del Drive-In”, delirante, e “Il mambo degli orsi”, della serie dei due “investigatori” (che no) Hap & Leonard, dei quali i più vecchi certamente sono i migliori, ma non ne ho trovato uno che non mi abbia divertito moltissimo. Veramente deliranti!!!

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