Rosicchiare.

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settembre 1, 2016 di carlovanni

Rosicchiare.La teoria dei guadagni marginali: cosa succede quando rosicchi piccoli vantaggi qua e là. Un centimetro alla volta: parola di Dave Brailsford.


Giro d’Italia 2016, tappa a cronometro. 

I favoriti: Dumoulin, l’asso spagnolo della cronometro Valverde, Nibali, di cui si attende l’exploit.

Curiosità per l’altro spagnolo, Mikel Landa, che è entrato da poco nel Team Sky e che il manager / Guru della squadra, Sir Dave Brailsford, ha voluto come leader del gruppo.

Contro ogni aspettativa, Landa si qualifica a soli 7” da Nibali e al suo compatriota Valverde appioppa un rotondo 4” di distacco. Molti gli sbalorditi, tra gli spettatori e tra i tecnici. Quelli che invece sanno come lavora Brailsford e ritengono che il suo metodo sia valido, alzano le spalle e commentano: c’era da aspettarselo. Perché lui è quello che ha capito che rosicchiare conviene.

BrailsfordIn effetti, Dave Brailsford non è nuovo a queste imprese. Nei primi 98 anni di Tour de France nessun inglese si è mai classificato tra i primi tre. Poi, nel 2012, all’improvviso Bradley Wiggins arriva primo, e il suo compagno di squadra, Chris Froome, secondo. Froome arriva primo anche nel 2015 e nel 2016; la squadra inglese porta a casa anche sette medaglie su dieci disponibili nelle olimpiadi 2012. Come diavolo… ?!?

Avete presente lo Zio Paperone? Un decino risparmiato è un decino guadagnato? Ecco; Brailsford lavora così. Un pezzettino alla volta, non importa quanto poco sia, e sommando tutti quei pezzettini, alla fine si ottiene un qualcosa che…

Adesso devo citare due argomenti per articoli futuri. Uno è la Sabermetrica, che è l’analisi empirica dei dati misurabili dei giochi, delle gare. L’altro è Billy Beane, l’allenatore di baseball citato nel libro, e nel film omonimo, L’Arte di vincere (da noi: Moneyball), che ha usato logiche di sabermetrica nel suo lavoro. Ecco; Brailsford si è ispirato spesso al lavoro svolto da Billy Beane nel baseball per ottenere dei risultati nel ciclismo. Come ha fatto?

calcoliHa misurato tutto il misurabile. Si è chiesto non tanto il perché, quanto il come di ogni singolo aspetto compreso nello sport in esame.

Densità della gomma dei tubolari. Dinamica dei gas. Resistenza all’attrito delle forme. Percentuale di incidenza delle malattie a seconda dell’età e delle abitudini. Resa energetica di ogni singolo cibo. Impatto della capacità immaginativa sulla prestazione atletica. Ruolo del sonno. Meccanismo della respirazione. Qualsiasi cosa gli venisse in mente.

squadra ciclismo inghilterraGli atleti di Brailsford dormono con uno ionizzatore in camera, che deve avere una ben precisa temperatura e grado di umidità. Si lavano le mani in un modo particolare, così da ridurre al minimo la possibilità di contrarre infezioni batteriche. Stanno alla larga dai virus. Viaggiano ad una distanza ben precisa dal margine della carreggiata, entro un certo range, e non oltre. Usano un gel migliore per i massaggi, dormono su di un cuscino ergonomico, mangiano alimenti ottenuti (coltivati, allevati) in maniera esclusivamente naturale. Usano solo parole superlative e positive.

Stupidaggini, si dirà. In effetti, è proprio quello che hanno detto tutti: ma cosa vuoi mai che funzioni quella roba lì? Tutta suggestione! Un gel migliore? Al massimo cosa farà, sfiammerà i muscoli di un 1% in più degli altri, roba da matti!

marginal gains BrailsfordPerò. Sommando 1% ad 1% dovunque lo si possa racimolare, Brailsford alla fine ha rosicchiato microscopici margini di vantaggio che, sommati gli uni agli altri, alla fine hanno dimostrato di poter fare la differenza – e che differenza! Tanti 1% alla fine hanno reso il 10% e oltre, e oggi nessuno più osa ridere di questi metodi; anzi, cercano di rubarglieli, con l’ausilio di hacker in grado di sottrarre i dati degli atleti, spiando gli allenamenti.

In realtà, non ci sono segreti particolari; è solo una questione di logica. Gli atleti di Brailsford si allenano e vivono come i professionisti che hanno deciso di essere: in maniera quasi monacale. Perché i guadagni marginali – quei miserabili, e misurabili, 1% – si trovano ovunque; ma per poterli rosicchiare devi sempre essere al meglio, e ci vogliono attenzione, motivazione e sacrificio.

In pratica, è la teoria dei rendimenti decrescenti, applicata al suo estremo superiore. Arrivi a un punto in cui a parità di investimento ottieni sempre di meno, sempre di meno; fino a quando ci vogliono enormi sforzi e sacrifici per mettere le mani su guadagni proprio marginali. Lì si fermano tutti, perché, da un punto di vista razionale, non ne vale più la pena. Ma lo sport ha un criterio di razionalità del tutto differente: lì devi raggiungere risultati sempre crescenti, quindi, la ricerca delle marginalità in effetti non è più tanto una eccezionalità, quanto la norma. Capito questo, si tratta solo di analizzare al meglio le situazioni per capire dove sono nascoste.

E se questo vi ricorda qualcosa, ecco un piccolo estratto dal discorso che il Coach Tony d’Amato (Al Pacino) fa negli spogliatoi alla sua squadra, nel film Ogni maledetta domenica:

ogni maledetta domenica“(…) scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire (…)” .

Tutto chiaro?

 

 

 

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