La responsabilità limitante.

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aprile 14, 2016 di carlovanni

La responsabilità limitante è quando tu credi fortemente di dovere qualcosa al mondo, mentre invece non sta scritto da nessuna parte.

Immagino che abbiate sentito parlare molte volte di responsabilità limitata. Forse però non vi siete mai fermati a riflettere sul concetto di responsabilità limitante. Eppure, con ogni probabilità lo vivete ogni giorno – o meglio, lo subite. Poco male: oggi rimediamo a questa possibile lacuna.

La responsabilità limitante é quella cosa per la quale vi sentite sempre in difetto, sempre col fiatone, anche quando vi state prendendo un attimo di riposo. L’attimo prima siete lì che allungate le gambe sotto al tavolo; il momento dopo, i sensi di colpa vi prendono per la collottola e vi chiedete se non stiate, in fondo, sprecando il vostro tempo. Sprecando le vostre risorse, tutte quelle belle qualità. E pensare che ti abbiamo fatto tanto studiare, e sai che contiamo su di te, e pensavo tu fossi diverso e migliore, e non ce lo saremmo mai aspettati, da lei, una così buona famiglia. E insomma, avete capito l’antifona: addio relax. 

Mosé tavole LeggeNella storia che avete studiato, in quelle che vi hanno raccontato, nella vostra fede religiosa, nella mission aziendale, nei rimproveri che le vecchie del paese vi fanno dalle finestre socchiuse dei cucinini: il programma della responsabilità limitante è ovunque, ed é inutile scappare: sarà sempre un passo davanti a voi. Perchè ormai ve lo hanno inculcato talmente a fondo nella testa da farlo assorbire dal vostro DNA.

Il senso della cosa è che da qualche parte ci sia un Destino tracciato per voi, al quale dovete adempiere per non tradire la vostra vera, profonda natura. Se siete in grado di capire quale questa sia, e di impegnarvi a fondo, con tutte le vostre forze, per raggiungere il vostro pieno potenziale, allora i misteri dell’Universo, lo scrigno della Sapienza, si apriranno per voi, la fortuna vi arriderà e sarete finalmente felici, esattamente come avete sempre saputo di meritare. Oppure, infelici, come avete sempre saputo sempre di meritare, perché magari nel vostro copione primigenio sta scritto che siete i cattivi della storia. Oppure ancora, così così, perchè nel vostro copione c’è scritto che siete semplicemente delle comparse; e allora, nel vostro Destino c’è scritto che dovete adattarvi. Se lo farete, tanta tranquillità in questa vita, e magari pure una ricompensa nell’Altra.

Non voglio con questo mio dileggiare i tanti che affidano a questo tipo di pensiero la propria esistenza, per motivi religiosi, professionali o altro. Dico solo che c’è una locuzione tradizionale che spiega molto bene la situazione: sono tutte stronzate.

ferri schiaviGuardate bene dentro i testi sacri, studiate a fondo la sapienza di ogni epoca, aprite ogni biscotto della fortuna che vi si para davanti: cercate pure. Non troverete scritto da nessuna parte che voi, proprio voi, dovete necessariamente essere qualcosa e non altro, fare qualcosa e non altro. Viceversa troverete molti buoni consigli su quanto sia preferibile osservare la Legge per evitare di essere legnati, o darsi da fare col vostro prossimo per creare un mondo in cui sia possibile per tutti, voi compresi, vivere in maniera sopportabile, se non addirittura piacevole. Per quanto riguarda il Destino, ecco, qui tutta la millenaria saggezza di ogni dove é concorde: esso é inconoscibile, per definizione.

Il vostro convincimento di averlo in tasca è quindi, oltre che inutile, pure presuntuoso. Il fatto é che avete paura, una paura fottuta di saltare senza rete: c’è bisogno di qualcuno che vi dica se avete fatto bene, oppure male, che vi guidi e che si prenda la responsabilità quando, immancabilmente, sbaglierete.

Provate a immaginare, invece, di non avere un copione infilato sotto al braccio. Di dovere rendere conto ai vostri cari, certo, di far fronte alle vostre responsabilità: famigliari, affettive, professionali, civili. Ma dopo questo, basta. Non c’è un occhio che vi guarda dal cielo come quello di Sauron pronto a cazziarvi se sbagliate, se non centrate il bersaglio. Non c’è fallimento, se non c’è obiettivo. C’è solo vivere; sperimentare, provare, sbagliare, riuscire, riprovare, cambiare idea. cambiare strada.

petit twin towersE’ la vostra vita. Quando vi chiedete: che senso ha la mia vita? Siete già lì che vi aspettate che da qualche parte questo senso sia scritto. Provate invece a immaginare che la vostra vita non abbia senso. Fa paura? Vi sentite senza scopo? Bene. Benissimo, anzi. Voi non siete nati per servire a qualcosa; non siete stati progettati, come un utensile. Siete esseri viventi. Persone. Il senso, trovatecelo voi. Traduzione: metteteci quello che vi pare.

Pensate: che libertà. Il senso della vostra vita avrebbe dovuto essere sposarvi e fare tre figli? No, da oggi é: costruire navi del ‘700 con fiammiferi usati. Avrebbe dovuto essere, laurearvi a pieni voti? No; da oggi, sarà collezionare fotografie di baci. Diventare ingegneri? Ma chi se ne frega, quando potete invece dedicare l’esistenza a scrivere lettere ai carcerati.

Non c’è nessuno che abbia il diritto di dirvi che non siete abbastanza impegnati, saggi, intellettuali, studiosi, operosi, buoni, seri, bravi, diplomatici, allegri, compunti, quello che vi pare. Ci siete voi; ci sono le persone che vi stanno attorno; c’è quello che sentite; stop.

Provate a immaginarlo.

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