Argumentum ad hominem

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aprile 8, 2016 di carlovanni

Argumentum ad hominem, una delle più antiche strategie della retorica, ancora oggi estremamente usata quando si vuole avere la meglio in una discussione.

L’argumentum ad hominem é una delle più antiche strategie dell’arte retorica, usata quando si vuole avere la meglio in una qualsiasi discussione nella quale non basti la forza della nostra argomentazione e la logica ci sia contro. E’ un trucco estremamente facile da usare, tanto che  il suo utilizzo può tranquillamente passare inosservato; tendiamo ad usarlo in maniera così massiccia e spesso istintiva che, se non prestiamo attenzione – come accade del resto per molte di queste fallacie logiche – il ragionamento sembra filare. E invece…

Intanto, spiego cos’è; poi, qualche esempio di come si utilizza.

Argumentum ad hominem, anche detto spesso argumentum ad personam, é quando per controbattere l’affermazione dell’interlocutore non mirate a negare la tesi che ha espresso, ma attaccate la sua persona. In sostanza, la logica sottesa a questa azione é che una persona in possesso di determinate qualità non potrà fare affermazioni valide del tipo appunto fatto, in quanto queste sarebbero viziate alla base. La fallacia (l’errore logico) consiste nel fatto che, spesso, questa linea di argomentazione é in effetti corretta. Ma non sempre.

Ad esempio: Tizio esprime un parere sulla edificabilità di una determinata area. Caio osserva l’opinione di Tizio non sia da prendere senza accurate ulteriori valutazioni, in quanto Tizio non é competente in materia; oppure, detiene interessi economici nella detta area. Quella di Caio non é argomentazione ad hominem: le osservazioni di cui sopra sono, benché da valutare nella veridicità, pertinenti riguardo al contenuto del parere stesso.

Argumentum ad hominem sarebbe invece minare la credibilità di Tizio in quanto tale; e ciò si può fare in ben 5 modi diversi, secondo le seguenti varianti:

  1. fisiognomicaAbusivo, anche detto diretto, é il modo più propriamente detto anche argumentum ad personam è un attacco diretto contro la persona che si esprime prendendo di mira tratti del carattere e della personalità, veri o supposti. “Ma perché ascoltate Tizio? E’ un (puttaniere; ladro; gay; noto etilista; idiota; truffatore; non capisce niente; etc. etc.).” Da tenere in conto anche la variabile fisiognomica di questa prima variante, e cioé: “Perché ascoltate Tizio? Con quella faccia lì, non può essere altro che un (vedi sopra). Una evidente caratteristica di questa variante é l’uso frequente di offese. Ovviamente, la giustezza delle opinioni di Tizio nulla ha a che vedere con le sue caratteristiche intrinseche; egli potrebbe essere anche un idiota patentato e noto etilista, ma al momento di esprimersi potrebbe nondimeno dire una cosa verissima e perfettamente valida. Si fa un grandissimo uso di questa variante, forse perché è la più semplice da utilizzare, o forse perché è quella che smuove maggiormente dal punto di vista emotivo. Arbitro cornuto è un chiaro esempio di ciò: la giustezza o meno della decisione arbitrale viene fatta discendere dalle abitudini sessuali della di lui signora, molto efficace come obiezione ma poco logica.
  2. Circostanziale, nella quale è il rapporto tra i veri o supposti difetti di Tizio e la sua affermazione l’oggetto della strategia, anziché, come nel primo caso, la persona di Tizio (o la validità intrinseca della sua affermazione, come sarebbe corretto fuor di strategia). Questa variante prevede insomma una squalifica della validità della affermazione di Tizio in quanto questi non titolato ad esprimerla. Molto meno dura della precedente, é in quanto tale molto più sottile e più efficace. “Tizio non può parlare a buon diritto di prodotti per i capelli perché é calvo”.  “Cosa vuoi parlare tu di bambini? Finché non hai figli, non ne sai nulla”. “Tu hai avuto un’infanzia felice, non hai il diritto di esprimerti sul problema dell’adozione”. Tizio potrebbe essere il massimo esperto vivente in questi tre campi, ma si fa rilevare una incongruità che, apparentemente, lo rende ignorante in materia.
  3. Argomento distorto prevede un attacco alla supposta mancanza di obiettività di chi produce l’affermazione che si vuole disinnescare sottolineando (o insinuando, il che ai fini pratici è la stessa cosa) un suo interesse personale da tutelare nel fornire la propria versione. “Tizio sostiene che bisognerebbe istituire un servizio di mensa scolastica perché sua moglie é socia in una cooperativa di distribuzione pasti”. “Tu vuoi consolarla solo per portartela a letto”. “Lui vuole consigliarci di vendere tutte le azioni della Canistracci Oil (cit. storica intramontabile) solo perchè poi desidera rastrellarle a prezzo stracciato”. Il sospetto che il parere di Tizio sia interessato e manipolatorio sarà devastante su di un uditorio che non considera che ventilare tale sospetto é manipolatorio a sua volta.
  4. Avvelenare il pozzo gioca d’anticipo sulla credibilità dell’interlocutore (o del contendente) smontando preventivamente, con argomentazioni speciose, cose che avrebbe o non avrebbe potuto dire. Il che ottiene in un sol colpo due vantaggi: pregiudica o elimina dalla discussione futura proprio queste possibili affermazioni, sulle quali egli partirebbe già svantaggiato nei favori degli ascoltatori, e mina la sua credibilità tutta. “Tizio ora vi dirà che non è in progetto la costruzione del nuovo centro ricreativo, ma è ovvio, lui ha sempre detestato i giovani”. “Adesso mi verrai a dire che te ne starai a letto stasera, mentre invece poi stai già progettando di uscire con gli altri”. “Prima che tu mi dica che non ti interessa quello che ho da dirti, ti avviso che la tua gelosia nei miei confronti non é un argomento che mi piace trattare”. Questa variante si avvale di un mix di telepatia e di mettere in bocca parole che non si sono dette particolarmente fastidioso e può far perdere le staffe o ammutolire il contendente in men che non si dica, anche se sembra quasi innocua rispetto alle altre.
  5. "I sacrifici fanno parte della vita", a proposito dell'ICI imposta dal Governo Monti

    “I sacrifici fanno parte della vita”, a proposito dell’ICI imposta dal Governo Monti

    Tu quoque ritorce contro l’antagonista le sue stesse affermazioni, dichiarando (o insinuando) che egli non é obiettivo e credibile in quello che dice in quanto lui per primo compie l’azione che va criticando o attaccando. Tizio: “Bisognerebbe annullare i cortei!”; la replica di Caio: “Ma quando li organizzavi tu allora andavano bene?”. Tizio: “Bisogna annullare questa piaga sociale che è la prostituzione!”; replica di Caio: “Cominciando magari col non fermare le passeggiatrici in tangenziale, come lunedì notte, vero?”. E così via di questo passo. Inutile dire che é un attacco devastante che forse più di tanti altri é in grado, da solo, di ledere la credibilità del parlante e quindi la sua capacità di argomentare credibilmente. Si tratta in sintesi della cara vecchia accusa di predicare bene e razzolare male, sempre efficace. Un altra nota locuzione, da che pulpito viene la predica, descrive la stessa variante. E nessuno, o quasi nessuno, avrà la lucidità di notare, se la strategia viene effettuata col giusto tempismo, che le affermazioni possono essere vere e valide anche se escono dalla bocca di chi personalmente non le condivide o non le mette in atto.

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