Attraversare il mare per ingannare il cielo

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marzo 2, 2016 di carlovanni

Commento
Predisporre regole per ogni circostanza impigrisce la volontà.
Ciò che si trova abitualmente sotto gli occhi non desta sospetto.
Le (manovre) segrete (yin) si celano nella luce del giorno (yang).
Nel massimo della luce del giorno: la più grande segretezza.

Spiegazione
“Ciò che è familiare non desta attenzione” (proverbio cinese)

surreal-photography-kevin-corrado-3Uno dei miglior modi per acquisire vantaggio è, ovviamente, nascondere le proprie intenzioni. E poche cose funzionano così bene come dissimulare i propri propositi sotto ad una parvenza di quotidianità. Il meccanismo di abituazione é quello per il quale diventiamo ciechi agli stimoli che abbiamo sempre sotto agli occhi; ci sono poche cose che l’essere umano é bravo a fare come ad abituarsi a tutto. Ne consegue che il miglior nascondiglio é quello in piena luce, sotto gli occhi di tutti.

Chi opera in questo modo fa di tutto per non attirare l’attenzione, mentre a poco a poco mescola alle proprie azioni abitudinarie alcuni sottilissimi cambiamenti che l’oppositore non noterà fino a quando non se ne riveleranno gli effetti – troppo tardi per porvi rimedio.

Può essere ad esempio il caso di un venditore che continui a presentare offerte sostanzialmente molto simili e per nulla aggressive rispetto a quelle della concorrenza, che comincia pertanto a ritenerlo innocuo; salvo che questi sta lavorando su qualcosa di invisibile e vantaggioso, ad esempio trattando con altri clienti inaspettati, oppure stringendo alleanze con una diversa e più economica rete di distribuzione.

Agisce allo stesso modo un marito che, nel bel mezzo di un noioso e appiattito matrimonio, organizzi gli incontri con l’amante approfittando della parvenza di assoluta normalità sfoggiata altrimenti in casa.

C’è una bella e antica storia che vede come protagonista il leggendario Nasredin Hoxha mentre, in barba ai controlli di un doganiere, attraversa il confine per anni sottoposto a minuziosi controlli – le bisacce portate dagli asini non contengono nulla di sospetto o di vietato – per scoprire cosa stia contrabbandando; tutto invano. Solo dopo molti anni, una volta terminati i traffici, il doganiere trova il coraggio di chiedergli: ma insomma, io so che facevi contrabbando, ma dove nascondevi i beni? E Nasreddin gli risponde: ah, beh. Io contrabbandavo asini.

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