La lezione di Bullseye

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novembre 25, 2015 di carlovanni

Una cosa che mi ha sempre dato da pensare é che tendiamo sempre a prendere lezioni solo dai maestri con la targhetta relativa appiccicata addosso, mentre quelle – magari gratuite – offerte da chi una targhetta non ce l’ha le sottovalutiamo, oppure non le vediamo nemmeno. Potenza dello status symbol; l’omologazione é un motorino acceso 24 ore al giorno.

Peccato, perchè le lezioni ci servono tantissimo; non sono mai abbastanza i trucchi da imparare per restare al mondo, e vale la pena tenere gli occhi aperti e imparare da tutti. Per dire; perché dovremmo imparare solo da Sherlock Holmes, e sprecare quello che ci offre Moriarty? Sherlock non lo fa: se tu, lettore, pensi che il cattivo sia tutto da rifiutare allora dovresti lasciar lì anche Machiavelli, ad esempio.

Come fai a rigettare in toto le idee di Fu Manchu? E’ un po’ contortino, ma mica scemo del tutto. Che ne so, con lui i treni arrivavano in orario.

L’idea che il cattivo debba per forza sempre essere, oltre che moralmente, anche intellettualmente nel torto ormai anche nei fumetti é andata in disuso. Ricordo un numero storico – si era negli anni ’80 – dei Fantastici Quattro in cui pigliavano e rimettevano il Dottor Destino sul trono di Latveria, perché anche loro si erano resi conto che era meglio un tiranno efficiente che un democratico ladro. Certo, il fatto che fosse l’idea della protezione a tutti i costi diciamo di Reza Pahlavi contro la rivolta di Khomeini filtrata nei Comics ha il suo peso; però, da quel momento in poi, anche i cattivi cominciano ad avere una voce e le crisi di coscienza, da una parte e dall’altra, si sprecano.

Un cattivo che spesso viene ampiamente sottovalutato, secondo me, é quell’isterico di Bullseye, il nemico storico di Devil. Certo; Devil é un personaggio con un tale pathos che si fa preso a dimenticarsi di tutto quello che gli accade intorno, eh. Ma la lezione di Bullseye mi sa di una di quelle da farci attenzione.

Per chi non fosse avvezzo (e capisco, eh) ai fumetti, tantomeno ai fumetti Marvel; Bullseye é un pazzo da neurodeliri che ha principalmente il potere di fare centro, in maniera letale, con qualsiasi cosa gli passi tra le mani. Può uccidervi tirandovi un coltello come con una biro, con una banana, una graffetta, un giornale ripiegato, la foto di vostra nonna quand’era sfollata o il timbro dell’ufficio.

La cosa che mi piace di più di questo rincretinito qui é che, alla faccia di tanti sedicenti Guru della resilienza (oggi va di gran moda questo termine, vende tantissimo, un po’ come Mindfulness, tutte etichette che piacciono un sacco) lui veramente mette a frutto qualsiasi cosa. Tutto quello che gli passa per le mani.

Non sta tanto a lagnarsi se non ha un fucile di precisione ultimo modello o un coltello in acciaio supermegatemprato o una pistola a 36 colpi di quelle che non si scaricano mai; lui ti tira direttamente addosso i proiettili se non ha la pistola, e se non ha i proiettili, ti tira la pistola sul cranio. E in mancanza di ciò ti accoppa con una mandorla del sacchetto di Natale o con un carrarmatino del Risiko.

Mi pare che sia un atteggiamento estremamente vincente.

Lui sta lì e si prepara con cura. Poi tutto quello che passa il convento lo fa fruttare al massimo.

Diversamente da noi, che ci lagniamo se non abbiamo ogni vento a favore, zero ostacoli davanti e pure la spintarella, il certificato certificatissimo, il plauso delle folle, l’amore di mamma e papà e un sacco di incoraggiamento via Facebook.

Lui non si lamenta. Se la vita gli dà limoni, si fa la limonata. Se la vita gli dà un kalashnikov, meglio, certo.

Perché noi invece sì?

Hai un lavoro part time e non ci stai dentro coi soldi? Capisco. Mettiamola così: hai un lavoro part time. Hai provato a spiegarlo a chi non ce l’ha?

Hai una moglie cagacazzi che ogni volta che stira smadonna e impreca. Voglio dire: hai una moglie. Stira.

Tuo fratello é cretino, tua mamma fa la mignotta, la tua casa é fredda. Hai un fratello, tua mamma guadagna molto bene, hai una casa. Cosa ti impedisce di pensare che siano punti di partenza, anziché di arrivo? Cosa ti vieta di poggiarci sopra i piedi per salire un pochino più in alto?

Diciamo la verità: siamo dei piagnoni. Quando eri piccolo e non avevi una matita ti lamentavi. Adesso che hai sedici matite, ti lamenti ancora. Allora; o che le matite non sono più un problema, oppure che il lamento ce l’hai addosso.

Personalmente sono dell’idea che per quanto la tua vita possa essere una merda (ma veramente? Ma sul serio? Ma tipo, paragonata a quale, quelle dei cinni africani che bevono fango, quella delle bambine soldato stuprate sei volte al giorno, quella dei tizi nel polmone d’acciaio?), se pensi che le 16 matite che hai non te la migliorino un po’ tu sia in uno stato veramente preoccupante.

Quant’è che dici che la tua vita non ha sapore e non ti fermi ad annusare l’odore di quelle matite? Da bambino lo facevi sempre, le temperavi apposta, giocavi coi riccioli. Sono sicuro che temperare una matita non migliori granché la tua esistenza, oggi. Non granchè, certo. MA – un minimo? Un atomo? La peggiora?

Diciamo la verità: ci hai provato?

A te ne serve solo una? Bene.

Diciamo, due; una di scorta, non si sa mai. Due.

Cosa ci dovresti fare con le altre 14 matite?

Se lo chiedi a me, rischi una rispostaccia, lo sai.

Che ne so.

Vendile, a 10 centesimi l’una. Sai che guadagno, eh? Ma magari ci prendi un caffé in più. Oppure, lo offri a qualcuno e te lo fai amico: non é male come trasformazione di matite che non ti servivano.

Oppure fai a cambio con una mela, poi la rivendi con profitto e ci compri tre mele e dopo un anno ti compri le azioni Fiat e diventi ricco. Oppure fai cambio con un coltello e fai una rapina o ripari un motore come McGyver, ma che cazzo ne so io, facci quel che ti pare, le matite sono le tue.

Tu pensa solo che hai infinitamente più mezzi di quanti non ne aveva tua nonna sfollata, e lei magari ha messo al mondo e cresciuto sei figli, oggi tutti sani, avvocati, ingegneri, architetti, pornodivi che si drogano perché la loro vita é vuota e non sanno come fare senza avere l’ultimo modello di hair trimmer.

Non so; Bullseye ti prenderebbe a calci nel culo, credo. Lui é realista e ha fantasia. Il che richiede un certo atteggiamento, un po’ faticoso, ma per il resto é perfettamente gratuito e può salvarti la vita molte volte.

Per me non è una lezione malvagia, per essere un cattivo puerile di un fumetto infantile.

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