Ecco mio Figlio. Vi insegnerà a fare la Pizza!

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agosto 25, 2015 di carlovanni

E’ stato tutto un gigantesco equivoco, fin dall’inizio.

Dio si presenta da Adamo che sta lì ai fornelli a culo nudo mentre Eva gli porge la salsa barbecue: ma che profumino, si può assaggiare questa splendida…cos’è?

“Sformato di cipolle e carciofi”, risponde Adamo pronto mentre Eva sorride raggiante.

Buono, buonissimo. E chi lo sapeva che Avevo creato delle verdure così buone cotte!

Poi, siccome é onnisciente, Gli sorge un dubbio. C’è come un senso di vuoto…come se… “Dicite lo vero mariuoli!” sentenzia Egli, e Adamo, colto da improvviso timor di Egli, butta lì come per caso: ah, beh, ho inventato il vitel tonné. E difatti, a guardarsi intorno, mancano proprio il vitel e anche il tonné.

“Ma cazzo, ma chi vi ha detto di mangiarvi gli animali!!?”

“Ma Padre, quando ci hai detto che potevamo disporre di tutto quello che c’è qui, allora noi… e poi, gli animali cosa ce Li hai messi a fare?”

“Ma per bellezza, per Me!”

Da quel giorno, i cuochi di tutto il mondo, memori atavicamente dell’incazzatura di Dio, vi dicono che é vitel tonné ma in effetti hanno risparmiato i due animali, quello che in realtà vi danno nove volte su dieci é maiale con su una specie di salsa maionese, tutte cose per le quali il Signore non ha espressamente manifestato simpatia.

Poi Dio fece una pensata veramente astuta e inventò il Libero Arbitrio: ok ragazzi, va bene così. Io me ne lavo le mani. Fate un po’ quel cazzo che vi pare, ma NON mangiate i fichi. I fichi sono roba mia. Potete scegliere se mangiarli o non mangiarli perché ho inventato il Libero Arbitrio, ma se li mangiate mi incazzo.

Ed é qui che prende le mosse uno dei dubbi che secondo me troppo di rado sono stati coltivati nella storia. Ti dà il Libero Arbitrio promettendoti che ti punirà se fai la cosa sbagliata; ma essendo onnisciente sa già come andrà a finire. Mi viene in mente un termine il cui gandhiano eufemismo potrebbe essere “dispettosetto”, ma non lo dirò.

E qui si apre tutta una casistica, dalla cacciata dal Billionaire a Sodoma e Gomorra, dagli accecamenti ai pipparoli attraverso la Strage degli Innocenti (é anche vero che Faraone era duro, eh, l’unico di Destra che nel corso dei millenni volesse tenersi in casa gli immigrati) fino al capolavoro: il Diluvio Universale! “Fate come volete, Io vi amo uguale”. Poi giù, sterminati. Ah, grazie.

Tutto questo per dire che io, fossi in voi, non riporrei molta fiducia nel fatto che dall’altra parte vi attenda un Dio d’Amore. E’ quantomeno un Personaggio che ha di noi un’idea non particolarmente bella, anche se, dobbiamo dircelo, in realtà é notevolmente suffragata dai fatti. Chi dovrebbe saperlo, del resto, se non Chi ci ha fatto a Sua immagine e somiglianza?

Siamo tutti qui che inorridiamo di fronte a quante ingiustizie, soprusi, omicidi, guerre si portano avanti nel Suo nome: ma la verità è che fin dall’inizio eravamo partiti male, malissimo.

Cioè: Dio guarda giù e dice, uhmmm, la ggente non sta bene. Ho come quel prurito alle mani che di solito precede una catastrofe plenaria, ma saranno nemmeno duemila anni che glie ne ho scatenata una, non vorrei che dopo “geloso” mi appioppassero un altro epitteto.

Quindi si guarda intorno, vede Suo Figlio che vagabonda così senza costrutto e pensa: oh che ideona! E lo piomba qui.

Adesso, vorrei che faceste mente locale. Questo qui é Dio. Conosce i suoi polli. E’ onnisciente. Deve salvare tutte le nostre anime e migliorare la nostra vita terrena meglio di un Gratta e Vinci.

Non dice: adesso mando il Mio Figlio che vi insegnerà a fare la Pizza!

Non dice: poche balle, se vi lavate le mani la mortalità infantile crolla, ed ecco, qui c’è il sapone, qui la penicillina.

Non dice: via ragazzi, scopate come ricci che per Me va benissimo, altrimenti non vi avrei fatto provare piacere.

No.

Dice: ecco il Mio Figlio. Lo amo molto. Ok, ora per farvi capire che vi amo anche a voi tantissimo UCCIDETELO.

Io credo che questa cosa la dica lunga. Magari la dice lunga solo su come funziona il cervello di chi ha scritto queste storie e su chi pensa che siano importanti e universalmente chiare.

Non c’è amore più grande di donare la propria vita per un altro“, ah, ok, non so se é innegabilmente vero, però é decisamente un bel banco di prova.

Io però sono un rompipalle precisino; e poniamo che donare la vita non significhi immolarsi per (questo, a rigor di logica, é donare la morte), ma mettersi vita natural durante a servizio di qualcosa, di qualcuno. Impegnarsi, darsi da fare, costruire, inventare, risolvere, sostenere, amare, condividere, difendere, insegnare per venti, trenta, cinquant’anni, sessant’anni, trasmettere queste cose agli altri, guidarli, trasformarli.

No; la tecnica scelta é “morire“, e non esserci più, tranne che per un paio di ore in cui torni, ti fai una cena con gli amici e fai vedere loro i buchi dei chiodi, ahahaaha, ma che robba ragazzi, che mattacchione!

Non so. Mi rendo conto che potrei essere anche io crocifisso da un momento all’altro per questa riflessione sul concetto di amore universale che ci ha tutti formati, e ho un po’ paura.

Anche perché sarei crocifisso con infinito amore.

 

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