I 10 liquori più forti del mondo

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gennaio 14, 2015 di carlovanni

La classifica dei liquori più forti del mondo, per tutti quelli che hanno voglia di una botta di vita. O di una botta e basta. 

GRANATA LIQUOREStanchi di imitare stancamente i Poeti Maledetti col Radis che sta svaporando nel mobile del salotto? Avete problemi di digestione che la Citrosodina non riesce proprio a risolvere? Il Rhum del supermercato non vi fa sentire sufficientemente rockstar? Benissimo; oggi abbiamo i suggerimenti che fanno per voi, da seguire evitando rigorosamente, in seguito, di guidare un qualsivoglia mezzo semovente, fosse anche la carriola del nonno. Ecco a voi la classifica dei liquori più forti del mondo, per i quali il termine superalcolici non é affatto usurpato. Non pensiamo che sia esaustiva, né completa né tantomeno impossibile da perfezionare; per cui, se avete qualche segnalazione, vi preghiamo di comunicarcela tempestivamente.

 

Scordatevi il grappino che giace nel vostro mobile bar da generazioni, svaporato da mille cenoni natalizi durante i quali viene aperto e richiuso a mo’ di reliquia, scordatevi l’Amaro del Carabiniere, il rhum del supermercato e anche la tostissima grappa di riso del ristorante cinese; con i liquori che vi proponiamo ora metterete a tacere anche il più smaliziato dei viveurs in visita a vostra figlia e stroncherete sul nascere le pretese dei sedicenti duri del weekend. Anzi, vi raccomandiamo di andarci molto piano e possibilmente a stomaco pieno. Tanto, questa roba qui scioglie anche i sassi.

Bacardi 151Partiamo subito con un 10° posto nel quale già troviamo un rhum che scalderebbe anche l’alpino più smaliziato: il portoricano Bacardi 151, adatto con i suoi 75,5°  a fornire una solida base nei cocktail più robusti o a cucinare flambé, oltre che al consumo locale che predilige bevande più forti di quelle adatte all’export (sui 40 – 50%). 151 é il proof di questo liquore; alla fine dell’articolo, spieghiamo la storia del proof, e per i liquori che seguono, ove presente, diamo le due diverse misure, italiana e anglosassone.

John Crow Batty RumAl  posto un altro rhum, stavolta giamaicano: il John Crow Batty Rum (80%, 160), che la ditta produttrice consiglia di non bere diluito, neanche per fare il macho. Il simpatico nome é lo stesso dell’avvoltoio giamaicano, il cui becco ha lo stesso effetto sulle budella di un sorso di questo qui.

Absinthe Jacques Senaux BlackNell’ posto finalmente troviamo un liquorino europeo: l’Absinthe Jacques Senaux Black col suo bestiale 85%, che nonostante il nome un po’ francese, un po’ inglese, é in realtà spagnolo. Il colore del liquore, contrariamente al solito per l’assenzio (che é verde), é nero; ma lo si può richiedere anche nei diversi colori, appunto, verde, rosso e blu. Se poi si é delicati di stomaco, c’é anche una versione a soli 70%.

Balkan Vodka posto per una vodka, finalmente: con i suoi 88% (176), la bulgara Balkan Vodka non aggiunge nulla al mondo della vodka che già non sapessimo, vale a dire, é insapore e ti colpisce come una fucilata; solo che questo é un fucile per così dire da elefanti. E’ molto popolare al momento in Sudamerica, dove apprezzano la possibilità di sbronzarsi in un millisecondo.

Pincer Shanghai StrenghtIn posizione una nuova vodka, questa volta distillata in Scozia (dove si intendono abbastanza di alcool): 88,8% (177) per la tremenda Pincer Shanghai Strenght, il cui nome si rifà alla ricetta originale a base di sambuco selvatico e cardo mariano che, secondo la farmacopea cinese, é un toccasana per il fegato. Secondo noi, dipende tutto da quanta ne bevi. Certo, i calcoli dovrebbero sciogliersi; forse anche le costole.

Hapsburg Gold Label Premium Reserve AbsintheAncora una volta, un assenzio al  posto: gli 89,9% (179) dello Hapsburg Gold Label Premium Reserve Absinthe, distillato nella Repubblica Ceca, stavolta rigorosamente verde e in grado di trasformare un normale sobrio pastore in un immaginifico pittore rincitrullito, stile Van Gogh, in tre o quattro bicchieri.

Poteen posto invece per l’irlandese Poitin, 90%, ma può spaziare dai 40% ai 95% (e può chiamarsi anche Poteen, o Potcheen, o Potin): si tratta di un liquore, o meglio, di una famiglia intera di liquori con una lunga storia. Se ne parla fin dal 1661, anno in cui la distillazione rigorosamente tradizionale e familiare fu vietata per legge, e questa bomba tratta alla meno peggio da mele selvatiche, malto d’orzo, bucce di patata, in breve tutto ciò che può fermentare si ridusse in clandestinità. L’esportazione é stata consentita nel 1989, e solo nel 1997 gli irlandesi hanno potuto ricominciare a comprarlo alla luce del sole.

E finalmente, signore e signori, gli onori del podio.

Gocce ImperialiPer il posto ci piace citare le Gocce Imperiali prodotte dai monaci Certosini di Pavia: un distillato di erbe a 92%, che, opportunamente diluito in latte, thé, caffé o altro libera le vie respiratorie, disinfetta il cavo orale e, in generale, fa dimenticare ogni malanno per un paio di giorni se bevuto in maniera sconsiderata. Va detto che questi monaci devoti a San Bruno di Colonia hanno una lunga tradizione alcolica: altrove, hanno creato il liquore Chartreuse (la Grande Chartreuse sta a 70%.

EVERCLEAR posto per l’Everclear, che a 95% ( 190) non ha più niente del liquore ed é in sostanza puro alcool rettificato tratto dal grano. E’ prodotto negli Stati Uniti ed in gran parte di essi é vietato; é così famigerato che ha dato il nome ad una rock band che, per quanto ci possa provare, non sarà mai caustica come il contenuto di questa bottiglia. Il suo fratello gemello, il Golden Grain, prodotto nella stessa distilleria ha le stesse identiche caratteristiche sotto una diversa etichetta ed é molto utilizzato per la preparazione di cocktail feroci i cui nomi, The Screaming Purple Jesus o The Instant Death, non lasciano tanto spazio all’immaginazione.

SpyritusAl 1° posto, invece, campeggia una vodka polacca, la Spyritus, che col suo 96% (192) difficilmente può trovare rivali.  Viene pubblicizzato come il liquore bevuto in Siberia dai piloti; e se rimangono a secco col carburante possono sempre versarlo nel serbatoio, aggiungiamo noi.

NOTE ————————————————————————-

a) Qui abbiamo cercato di redigere una classifica coi distillati più forti che si possano trovare regolarmente in commercio; ovviamente non é, e non può, essere esaustiva. Abbiamo anche cercato di fornire una panoramica il più possibile internazionale, privilegiando ad esempio liquori rappresentativi in luogo di un prodotto di pari gradazione che magari fosse un doppione quanto a provenienza; ad esempio, al posto delle Gocce Imperiali avremmo potuto inserire il Bruichladdich X4 Quadrupled Whiskey, 92% (184), ma della Scozia avevamo già citato un concorrente.

b) Nella classifica ovviamente non possono rientrare tutta una serie di prodotti inclassificabili (appunto) che possono anche essere ancora più terribili. Chiunque in casa propria può prendere una bottiglia di alcool puro (100%), metterci dentro due scorzette di limone, tre zollette di zucchero e un rametto di ruta e dichiarare, dopo un mese di invecchiamento, che é il digestivo di casa; in effetti, tutti abbiamo avuto una esperienza simile.

c) Volendo stilare una Top Ten dei più forti, abbiamo dovuto tralasciare splendide glorie nazionali come ad esempio il Latte di Suocera (75%), il Fuoco di Russia (70%), il Fichera dell’Etna (70%) o il Centerba Toro (72%); ed é un vero peccato, perché sono sicuramente più buoni di certi distillati potenti, sì, ma del tutto insapori che dobbiamo per onor di cronaca citare qui.

d) Il sistema di gradazione dell’alcool non é lo stesso in tutto il mondo. Qui ne abbiamo citati due: quello nostrano e quello anglosassone. Per saperne di più, vi rimandiamo a questo articolo.

NOTA DELLE NOTE: L’articolo é stato originariamente pubblicato su GASTROLABIO (WWW.GASTROLABIO.IT), sul quale scrivo già da un po’. Se vi piacciono le mie cazzate qui ne troverete a bizzeffe.

Licenza Creative Commons Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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