Afrodita

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luglio 31, 2014 di carlovanni

“Devi assolutamente leggere Afrodita, della Allende!”. La commessa di Feltrinelli di questo è assolutamente certa. Sto cercando un libro sui cibi afrodisiaci, storia descrizione eccetera – no, non ne ho bisogno per farmelo drizzare, né per soggiogare il partner, punto – e questa secondo lei è la scelta migliore in assoluto.

Che faccio, compro?

Giammai. Prima leggo, poi compro, come Paperon dé Paperoni. Indi, Biblioteca Municipale.

Lo apro in vacanza, assieme a tanti altri, un po’ sospettosamente. Non mi sono mai filato la Allende, essendo eterosessuale. Cioè, quello che scrive. Ma neanche lei in prima persona, giuro.

La cosa che mi colpisce di questo libro è il profumo che scaturisce dalle pagine. In alcune più forte, in altre più sottile, ma sempre presente. L’ultima lettrice lo deve aver maneggiato prima di dormire, con la crema idratante, forse al gelsomino, nelle mani. Deve averlo avuto molto caro: dentro, ci trovo un quadrifoglio seccato, e più in là quello che resta di un fiore – non granché.

La cosa più triste è l’orecchia a pagina 172: Crema della Riconciliazione, titola la ricetta, “la mia ricetta per i casi di emergenza”, scrive l’autrice.

Un po’ triste, come tutto il libro nel suo complesso. Che non parla di afrodisiaci; si limita a suggerirli, a raccontarci che bisogna mordere la vita con golosità, che non bisogna procedere in punta di forchetta e così via. Pagine dalle quali l’autrice non prende mai la distanza sufficiente a fare in modo che il libro uno lo possa anche solo sentire proprio; no, è un panegirico della Allende in ogni sua forma, letteraria, cuciniera, erotica, sentimentale, drammatica, scatologica, escatologica.

Per cui: se sentite il bisogno di essere edotti dei vizi erotici della Allende, questo è il libro che fa per voi.

Viceversa, se vi interessa l’argomento ma non il soggetto Allende, lasciate stare.

E tu, lettrice fantasma, spero ti sia riconciliata col tuo Lui. Ti immagino a preparare questa orrida cremina col batticuore, forse ignara che tutto quello che potrebbe riconciliarti sarebbe lo sforzo che profondi in questo pensiero. Insomma, speriamo bene che non sia un tizio inappetente, può darsi che lo stomaco sia chiuso da mo’.

O magari era un lettore, un immigrato polacco gay di 65 anni con una grande attenzione per la cura delle mani, che cercava di riconciliarsi con un padre possessivo.

Insomma, il libro non lo compro e l’ho restituito.

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