Il sollievo della mediocrità altrui

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marzo 31, 2014 di carlovanni

C’è una cosa molto, molto dannosa che facciamo molto spesso: paragonarci agli altri.

Quella cosa che gli altri ti sembrano tutti belli, arzilli, pimpanti e felici, e tu per contrasto vai ancora più a fondo nella tua angoscia, presente? Ecco. E’ evidente che è un ragionamento parziale e sbagliato, che può solo causarti altra disperazione.

Il massimo sarebbe riuscire a fregarsene di come stanno gli altri, e stabilire per se stessi metri di paragone personali. Leggermente peggio, ma ancora un ottimo risultato, quello di arrivare a pensare che quella degli altri nove volte su dieci è solo una facciata, dietro la quale asfissiano come tutti noi, mentre la decima volta semplicemente si sono drogati.

Come potentissima tecnica del Pensiero Negativo, io spesso suggerisco di considerare quanto sono sfigati e derelitti quelli che ci circondano, e di essere fiduciosi che con poca fatica riusciremo senz’altro a brillare in mezzo a tanta miseria.

Eppure.

L’altro giorno sono lì che guardo quel programma che va su Real Time, “Extreme Makeover Diet Edition”, quella cosa dei ciccioni che si riscattano dimagrendo che mi fa sempre scendere una lacrimuccia. Va in onda la 10a puntata della terza serie, con la storia di Mike, di Filadelfia; tre figli, grosso che ha bisogno di un lenzuolo matrimoniale per le mutande, un bell’infartone appena dietro le spalle, si candida al programma e chiede aiuto al solito aguzzino televisivo perchè lo riporti tra il genere umano. Per evitare di lasciare tre orfani e una vedova, per salvare il proprio matrimonio, e non ultimo per salvarsi la pelle.

Ok, se lo avete già visto, l’iter è sempre lo stesso. Prima una diagnostica per vedere se ci si può provare senza rischiare la pelle; poi, qualche esercizio per cominciare a spezzare il fiato; successivamente, il torturatore dice alla vittima, ecco caro, adesso ti lascio da solo per tre mesi e vado a torturare un altro. Tu fai il bravo e continua.

E il disgraziato si ritrova al cospetto di se stesso.

In questo caso, Mike entra in cucina e comincia a spostare cibarie da ciccioni. Via la cioccolata, via i pancake, via le budella di porco fritte glassate di cioccolato, via le bibite gasate, eccetera. Dice: scusate famiglia, ma se voglio sopravvivere, bisogna che qui cambiamo registro un po’ tutti. Perchè se io mangio un sedano e voi mi sbaffate in faccia il panettone, c’è il caso che cedo e ci rimetto la ghirba.

Adesso: guardate la moglie, guardate i figli.

Il maschio più grande è un po’ più che sovrappeso. Sulla sua schiena può atterrare l’elisoccorso. La figlia di mezzo, guarda il barattolo della cioccolata come Cicciolina potrebbe lumare, beh, un libro di Sartre, giusto? Rivolgono al padre uno sguardo con la bocca ad O: ma adesso dobbiamo smettere anche noi di mangiare troiate?!?!

E la sua fedele compagna di vita: eh, lui sta facendo questo sforzo, ma loro fanno tanta attività e non è giusto privarli della loro possibilità di béccarsi un infartone a trent’anni.

Le successive riprese mostrano l’angelo del focolare intento a lamentarsi del peso da sostenere durante la dieta del marito: portare a basket, a karate, a equitazione, a fanculo i figli, fare la spesa, accendere e spegnere da sola la televisione, mentre lui si danna sulla cyclette. Il bastardo. Una faccia tra il deluso, il disgustato e l’addolorato. Cioè, Mike potrebbe crepare da qui a un anno, e lei si preoccupa del fatto che i figli non possano ingozzarsi di fritto e cioccolata come sono abituati a fare, e del fatto che le tocca fare la spesa da sola (da sola: con tre figli dei quali due sono praticamente adulti).

Vedere per credere: https://www.youtube.com/watch?v=KU6eFfhl3HU

Guardatelo pure, tutto. Mai e poi mai vedrete negli occhi della moglie una luce anche solo di complicità, di timido orgoglio, di curiosità, e che cazzo. No; è risentita.

Perchè la verità è che Mike non deve cambiare dieta. Deve cambiare moglie.

Perchè lei è arrivata a spegnersi, e fino a quando lui era un ciccione di merda alla fine era tutto scusato: il suo invecchiare, imbolsirsi, perdere entusiasmo, allegria, tutto trovava un equilibrio nel trovarsi al fianco della vecchia mongolfiera. E adesso che lui cerca un riscatto, lei, che non ne ha proprio né la voglia né i mezzi, si trova spiazzata, senza un riferimento. E lo detesta.

Io se fossi in voi non starei tanto a fissarmi sui difetti degli altri per trovare una giustificazione per stare al mondo. Perchè gli altri, a volte, possono essere meno peggio di quanto si creda. E possono persino, in casi rari, migliorare, e voi restate senza un bersaglio per il vostro livore, senza una stampella per la vostra mediocrità. E rovinate a terra.

Allora, forse è meglio darsi un primo spunto per quel che si riesce, magari invidiando qualcuno che sembri stia meglio, o facendosi grossi di qualcuno più sfigato di noi, ma appena passata la crisi, la colica morale, perdonarsi per la propria mediocrità, prenderne atto e tirare avanti, a prescindere dagli altri – non dico di arrivare a godere dei successi altrui, moltissimi non ce la faranno mai, ma almeno a smetterla di godere dei loro insuccessi, ecco, questo potrebbe essere un primo passo verso il non sforzarsi di essere sul podio della stronzaggine.

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