La Grande Bellezza, recensione

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marzo 6, 2014 di carlovanni

Ero poco propenso a parlarne perché, è risaputo, per spirito di contraddizione o di snobismo quando la maggior parte delle persone fa una cosa, io sicuramente mi oriento nella direzione opposta. Per istinto, forse. Ma visto che me l’hanno chiesto in tanti, e che tanti mi hanno chiesto una opinione in proposito, ecco la mia.

Cosa c’è che vi ha tanto sorpreso in questo film?

Mi sembra che fin da prima del suo primo fotogramma il senso generale fosse perfettamente chiaro; c’era una storia da raccontare, in modo emozionante e diverso ma non troppo diverso per non scontentare i tantissimi fans che avevano le loro – sacrosante – aspettative di ritrovare quello che adorano in questi film, e quindi non capisco le polemiche sull’originalità o meno.

Quelle sulla tematica, meno che mai. Sono tematiche sempre molto condivisibili e sotto gli occhi di tutti, di facilissima comprensione; non fosse così, non se ne farebbe un film per tutti, ma si girerebbe in bianco e nero e si proietterebbe solo a qualche festival per onanisti cinematografici, di quelli che pensano che se è un film è triste, lento e incomprensibile dev’essere per forza un capolavoro.

Ma sulla recitazione, sugli attori. Cristo Dio, come si può avere da ridire anche su questo?

Come si fa a dire “Il protagonista recita da cani”? Per la puttana, è un cane, come dovrebbe recitare? E’ il solito Scooby che da quarant’anni amiamo esattamente così com’è, e in questo “Scooby-Doo e la Grande Bellezza” sinceramente non mi sembra che abbia lavorato tanto al di sotto dei suoi standard; anzi, se possibile a mio giudizio erano diversi anni che non si vedeva così in forma, merito della nuova squadra di sceneggiatori Hanna&Barbera che sta cercando di portare nuova linfa in questa serie certamente datata.

Quanto agli altri, nulla di nuovo sotto il sole.

Freddy è la solita roccia tetragona ad ogni difficoltà sulla quale si infrangono milioni di cuori di spettatrici, ma solo di esse, perché il suo ruolo è utile solo nell’economia della storia: fare fronte a qualsiasi cosa, senza spazio per pensieri, riflessioni, dubbi o paure. Un po’ come Capezzone se non fosse Capezzone e sollevasse qualcosa di più che non dubbi sulla propria necessità nell’Universo.

Daphne è la Damigella in Pericolo, e qui certamente non fa che rendere onore a quello che tutti ci aspettiamo da lei; e se mi è consentito dirlo, le sono stati affidati dialoghi e scene in questo film – vedi la scena dello spogliarello – anche molto più provocatori del solito, quindi, chi lamenta la mancanza di personalità o di idee secondo me sbaglia bersaglio.

Velma è come sempre perfettamente in parte e, anzi, più brillante che mai; l’unica cosa, che tutti ci chiediamo da molti anni, è perché si ostini a mascherare sotto maglioni informi un paio di tette e un culo da primato, e se prima o poi il suo parrucchiere getterà la scodella per tagliarle i capelli come Dio comanda, senza parlare degli occhiali, che ti fa venire voglia di mandarle una scatola di lenti a contatto che è ora; ma a parte questo, quale sarebbe il problema nella sua performance?

Il Capitano Fantasma, sia come mostro che come custode del Museo ha soddisfatto in pieno tutte le aspettative, compresa quella di soddisfarci nello scoprire che, come tutti ci aspettavamo, il Mostro era lui; di più non sarebbe lecito chiedere.

Una menzione speciale per il Signor Jones della biglietteria, addirittura, un cameo delizioso e inaspettato.
Ma soprattutto, e dulcis in fundo, che nessuno tocchi Shaggy, che nonostante le prove eccellenti regalateci in “Scooby-Doo e il Mostro di Dusseldorf” e “Scooby-Doo e la vacanza in Florida”, e il periodo travagliato a causa dei problemi personali con le droghe, ha saputo mostrarci di essere ulteriormente cresciuto: un chiaro e commosso omaggio alla memoria di Seymour Hoffman nel suo impegno a questa silenziosa lotta che porta avanti con dignità e mai a discapito del divertimento che continua a donare ai tanti fans.

“Scooby-Doo e la Grande Bellezza” è né più né meno il film che ci aspettavamo di vedere, e la delusione semmai sta in tanti giudizi dati a cazzo da chi non guarda nessun altro film se non quello che tutti stanno guardando al momento. Ma forse, abbiamo visto un film diverso?

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2 thoughts on “La Grande Bellezza, recensione

  1. Pixie ha detto:

    AUAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHA.

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