Mazinga è meglio del Prozac – prima puntata

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gennaio 7, 2014 di carlovanni

Introduzione (che potete saltare, tanto è la solita palla)

Forse aveva ragione Totò: meno televisione si guarda, più resta tempo libero per fare figli. Però, se è vero che i figli non sono di chi li fa, ma bensì di chi li cresce, allora noi siamo tutti figli della TV, con tutto quello che ne consegue; e, tutto sommato, guardandoci un po’ in giro, si vede benissimo.

I mafiosi recitano a memoria battute de “I Soprano”. C’è gente che sembra seria e misurata, e poi si mette di punto in bianco a sbavare per ipotetiche ciambelle, come Homer Simpson. Misuriamo la desiderabilità delle donne che conosciamo non sulla base di quanto siano in effetti disponibili (il che sarebbe un ottimo metodo per riprodursi), ma a partire da quanto somigliano alle ultime veline o soubrette o altre simili creature plastificate; è un po’ come se i nostri padri avessero voluto tutti farsi la Carrà, adesso saremmo tutti personcine molto strane col caschetto biondo platino, come ne “Il Villaggio dei Dannati”.

La vera mazzata televisiva, però, alla generazione dei nostri genitori non è arrivata; loro, avevano soltanto due reti, dalle quali disimparare ad essere esseri umani. Noi, da un certo anno in avanti, ne abbiamo avute almeno otto o dieci, senza contare tutte le locali minori; e di fronte a tanto bendiddio, ci siamo evoluti di conseguenza.

 Questa che vado a iniziare è un po’ la storia di quello che è passato per i nostri cervellini negli anni in cui questi erano ancora teneri e plasmabili, rendendoci quello che siamo oggi. Chi ha la mia età forse si farà quattro risate, o forse verrà colto da crisi di orribile nostalgia e si suiciderà guardando tutta la serie de “L’Ispettore Derrick” (letale); i più giovani, potrebbero anche imparare qualcosa sul perché quelli della generazione precedente sembrano così strani.

 A titolo di esempio: sappiate che se vostro padre, vedendo la luna rossa, commenta che Vega sta per attaccare la Terra, non è rincoglionito: è solo anacronistico.

Non ho voluto realizzare una specie di grande Manuale della Televisione dei Tempi che Furono: l’idea è più quella di un breve viaggio nella memoria, la mia, beninteso. Molti programmi che ricordate bene, magari alcuni tra i vostri preferiti, rischiate di non trovarli; probabilmente,  è perchè io non li ho mai visti, oppure non hanno mai catturato la mia immaginazione. Molti, invece, li ho dovuti saltare a piedi pari per fare una scelta, perché a menzionarli tutti ci sarebbe voluto veramente troppo tempo, o perché il riferimento che ho scelto è quasi esclusivamente quello degli anni dal ’77 ai primi ’80. Può darsi che così ci sia modo di parlare di altre cose in un prossimo libro, oppure no.

Insomma, se non vi sta bene, scrivetevelo voi, la prossima volta, e non scocciatemi.

Una delle tesi di fondo, forse l’unica, in effetti, è che con tutte le critiche che si potevano fare alla televisione di vent’anni fa (e sono tutte sacrosante, credetemi), rispetto a quello che è venuto in seguito era tutta (o quasi) roba di qualità sopraffina; allo stesso tempo, molte cose che ricordiamo con nostalgia erano in effetti delle cagate spettacolari. Eppure, molte critiche di allora erano davvero esagerate: sono del tutto convinto che Mazinga sia meglio del Prozac; più efficace, più divertente e più a buon mercato.

Per ricreare il clima delle quattro chiacchiere davanti a una birra, che è quello che accompagna sempre le speculazioni da quattro soldi, ho cercato di scrivere nella maniera più scema possibile. Non sempre ci sono riuscito, però, e ho paura che qua e là si senta un po’ di puzza di cervello. Non ci fate caso. Comunque sia, resta pur sempre un libro il più stupido possibile, pieno di parolacce e di strafalcioni, e se ritenete di potervi offendere per simili cretinate, potete anche metterlo giù e cambiare aria.

Poi, i doverosi chiarimenti: anche se qua e là l’ironia è stata pesante, sia chiaro che io non disprezzo i giapponesi, i personaggi pubblici citati, le donne, i bambini, gli omosessuali, gli animali da cortile, qualsiasi concetto abbiate del Divino, eccetera, eccetera. Anzi, voglio bene a tutti.

In pratica: questo è un ipocrita tentativo di evitare fastidiose e inopportune querele. Sappiate che è tutto uno scherzo, è falso, ho scritto sotto l’influsso di sostanze inebrianti, ero temporaneamente incapace di intendere e di volere e, in più,  dove scrivo “io penso” è solo un artificio letterario, che sta al posto di “mio cugino una volta ha detto” o anche di “una volta c’era un tizio sull’autobus che si è espresso così”; quindi, non mi assumo nessuna responsabilità! Vade retro!!!

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One thought on “Mazinga è meglio del Prozac – prima puntata

  1. Pixie ha detto:

    Mi accingo a leggere.

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