Cogli la prima Mela, e va un po’

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novembre 14, 2013 di carlovanni

Ma veramente pensate che sia andata così? Cioè, che Dio, nella sua Onniscienza, abbia messo su un alberello con una mela e abbia detto ai suoi pargoli, “Ecco, avete a vostra piena e completa ed esclusiva disposizione tutto quel che esiste, potete fare tutto quello che volete, fornicare, uccidere, mangiare anche i sassi, insegnare al CEPU, tutto TRANNE mangiare quel frutto lì, mi raccomando!

E naturalmente, sempre perché è Onnisciente, non abbia saputo che razza di stronza era la Donna, che smidollato era l’Uomo che di fronte alla premessa di scordarsi la sorca avrebbe mangiato anche le robe che rifiuta un camionista turco, e che il Serpente era lì a piede libero che strisciava e infilava pulci ed altro nelle orecchie altrui?

Ma certamente. Deve senza meno essere andata così come dite voi.

Non è che sapendo tutto poteva far crescere l’Albero in cima all’Everest? O nasconderne i frutti sottoterra? Oppure, fare in modo che essi odorassero di carogna lontano un chilometro? Oppure, lasciar stare questa baggianata del frutto, e infilare la Conoscenza del Bene e del Male direttamente nella testa di chi diceva lui, o nessuno del tutto?

Ma già sento i vibranti cori di protesta, “NUUOOOOOO!!! Lo ha fatto apposta per farci crescere il Libero Arbitrio! Loro potevano decidere se obbedire o disobbedire, eh, poi spettava loro il premio o la punizione!”.

La Teologia è una costruzione davvero affascinante, considerando che è una scienza che evita accuratamente il Metodo Scientifico, che non si basa su nulla di concreto e osservabile e che non ha premesse date e certe e neppure ipotesi da verificare o verso le quali tendere; forse è per questo che ha avuto tanto successo nei millenni.

Io incidentalmente mi chiedo come si possa mettere un pesce su di una graticola e vietargli di cuocersi, o cospargere uno di olio, farlo sedere su di uno scivolo e minacciarlo di morte se si azzarda a scendere.

Come si fa a parlare di Libero Arbitrio quando non c’è conoscenza del Bene e del Male?

Dite la verità, volete prendermi per il culo.

E quando c’è, vuol dire allora che la Mela l’hai mangiata, ma stai pagando una pena piena per un reato del quale il senso non poteva che sfuggirti; non c’era capacità di intendere e volere, in sostanza, quindi che applicazione della Legge è?

A meno che tutta la vostra Teologia da due lire non sia una giustificazione a posteriori di qualcosa che sinceramente non avete capito neppure voi; e allora ci siamo, e qui propongo una versione dei fatti mia personale che secondo me ci sta tutta, e che vale tanto come le cazzate sin qui sentite.

Diciamo ad esempio che Dio non sia proprio proprio Onnisciente – il che, incidentalmente, tornerebbe a suo merito: mettere in piedi consapevolmente i lager, le malattie endemiche, i genocidi, guerre, atomiche, X-Factor, i Menù di Benedetta? Se così fosse, non so perché siete tutti così ansiosi di essere al Suo cospetto.

Diciamo invece che magari sia solo uno molto in gamba, che date le premesse sia capace di fare previsione ragionevolmente intelligenti; che ne so, come Sherlock Holmes, o il Dottor House, o me, quando sono in vena.

E qui dice: ok, ho creato questa specie di Scimmie 3.1, non mi dispiacciono. Che faccio, sto lì a vederli masturbarsi e spulciarsi per l’eternità, o vedo se hanno qualche numero migliore da tirare fuori?

E come fai a capire se qualcuno ha i numeri per dire la sua? Semplice: lo fai uscire dal percorso guidato, e guardi come se la cava.

E qui la prova era: io adesso do’ loro un ordine del cazzo, inspiegato, senza senso, e vediamo come si comportano.

Per quanto capisco io, l’esame è superato a pieni voti. Quella prova di disobbedienza svela altissime capacità di improvvisazione, di malizia, di curiosità, di intelligenza, di audacia; tutte cose che ci hanno fatto più progredire che non già la capacità di obbedire ciecamente. Se era per quella, potevamo fermarci al livello evolutivo dei militari di truppa, non il massimo secondo me in un mondo in cui esistono già le termiti, le formiche ed i pesci pilota.

Il punto cruciale è stata proprio la Prova di Disubbidienza.

Ma non la disubbidienza da bambini scemi che vediamo ogni giorno, tipo, cornificare un marito tenero ma noioso, rubare il progetto al collega, bere oltre misura per dimostrare quanto si è fighi, imboscare i soldi della riffa per comprarsi le figurine, parcheggiare di traverso sulle strisce per gli handicappati, comprarsi scarpe tacco 14 per épater les bourgeois; queste sono piccinerie, sono cose da bambini, è rubare la marmellata lasciata incustodita quando nessuno in realtà te la vieterebbe se non fosse che divorandola tutta ti sentiresti male – e ti senti male, e poi dimostri di essere un bambino, o, se adulto, un deficiente.

E’ viceversa la disubbidienza di chi capisce a un certo punto che le regole che gli vengono imposte non sono scolpite nella pietra, ma pura modulistica, un iter processuale che è stato formalizzato per aiutare anche i meno dotati a raggiungere un risultato quantomeno visibile, o non dannoso. Sono righe che vanno forzate se ci sono i muscoli per farlo, quelle Colonne d’Ercole del Si E’ Sempre Fatto Così che non ammettono deroghe, e che non concepiscono miglioramenti per paura di perdere il conforto del gregario, o la carezza sulla testa che un papà dedica a titolo di consolazione anche al figlio meno dotato.

E la Cacciata dal Paradiso Terrestre, voi mi direte allora, come si inquadra?

Facilissimo. Ho detto che preferisco pensare a un Dio non Onnisciente, non ho mai detto che sia coglione.

Sapeva benissimo quanto abbiamo bisogno di sapere che qualcuno ci ha puniti per sentirci pienamente a nostro agio nella vita.

Non ci poteva venire a dire: ehi ragazzi, guardate che questo è un Ambiente di Prova, ma là fuori c’è un brutto mondo. No; doveva dire che era per punizione, così anziché fare i conti con la realtà cruda che non fa sconti a nessuno e rischiare di disperarci abbiamo potuto stare qui a sognare di essere riammessi, un giorno, se ci fossimo comportati bene, al Giardino del Latte e del Miele. E la speranza ci ha portato avanti fin qui, magro succedaneo della consapevolezza, ma funzionale.

Senza contare di quanto sia favolosamente confortante per tanta, tanta gente crogiolarsi nel Senso di Colpa.

Sì, secondo me la mia visione di un Dio un po’ paternalista, che usa trucchi per spronare figli un po’ scemi, funziona alla grande.

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