Reggio Emilia, suol dell’Avvenir!

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marzo 20, 2013 di carlovanni

Quella dove vivo io è una città che a inventarla, non sarebbe venuta così.

Probabilmente sarebbe venuta meglio, comunque certo diversa, perchè immaginarsela è impresa veramente eroica.

Tanto per cominciare, nonostante sia a malapena segnata sulle carte geografiche (se provate a spiegare a un francese dov’è, per esempio, lui capirà al massimo “Prés de Boulogne”, e poi impazzirà cercandola vicino a Bois de Boulogne a casa sua), è una città che ha dato i natali a molte importanti scoperte scientifiche ed innovazioni culturali.

Ad esempio, non tutti sanno che a Reggio sono state inventate l’acqua calda, il fuoco e la ruota, anche se in principio era piena di spigoli, vedremo poi perchè.

Altre cose inventate qui, la cooperazione, il moderno terrorismo sociale, il maiale, il parmigiano.

Qui hanno studiato per la prima volta i tessuti cangianti per cambiare casacca senza sfilarsela di dosso.

 

Il giorno X, tutti democristiani. Il giorno X+1, passa un bel discorso di Mussolini, tutti socialisti. Il giorno X+2, tutti fascisti, e il giorno X+3, tutti comunisti.

Churchill ricorre alle prime cure psichiatriche in preda allo sconforto.

Si salva dal suicidio solo perchè gli fanno notare due cose: a) non era la sua immaginazione, lo stemma di Reggio, che è sempre stato lì, è sempre croce rossa in campo bianco;  2) l’affermazione che tutti avessero fatto la resistenza era in gran parte dovuta al fatto che qui sorgevano grandi complessi di produzione di componenti elettroniche, quindi si trattava di un semplice equivoco.

La cosa gli rimase comunque impressa, e da qui coniò il suo motto circa il mistero di un bizzarro popolo composto da 90 milioni di membri mai presenti all’anagrafe.

Sempre a Reggio Churchill prese il vizio del sigaro, perchè dovete sapere che qui una volta il clima era molto diverso, e in luogo del mais avevamo vaste coltivazioni di tabacco; schiavi negri no, però, all’epoca andavano forti i calabresi e alcuni mulatti che venivano da una isola lontana di nome Cuba. Il capo di questi operai, una volta che qui divenne tutto molto umido, tornò nella sua isola con idee mediate da Prospero Gallinari e Camillo Prampolini, facendo un gran pasticcio, ma serbando sempre nel cuore un bel ricordo di Reggio della quale rimase molto amico; come ringraziamento ci ha mandato container e container di magliette di un suo amico, che siccome era un grande assenteista lo cercavano tutti, “C’è Guevara? Oggi c’è?” E gli rimase attaccato il soprannome “C’è” (ma lui non c’era mai, stava avviando una produzione di magliette).

Poi arrivò il miracolo economico, che qui fu veramente molto più miracoloso che altrove.

Il giorno X erano tutti contadini, il giorno x+1 tutti operai, a x+2, con la rendita dei terreni edificabili, tutti ricchi imprenditori.

Da tutto il mondo vengono a studiarci, noi e i nostri risultati d’eccellenza, per capire come abbiamo fatto.

Vengono gli americani, per capire come mai i nostri asili sono i migliori del mondo; vengono, studiano, mangiano e bevono, e tornano a casa che non ci hanno capito niente, però contenti.

Vengono i cinesi, per capire come i nostri prodotti idropneumatici siano i migliori del mondo; vengono, studiano, mangiano e bevono, e tornano a casa che non ci hanno capito niente, però contenti.

Vengono i mafiosi di tutto il mondo, per capire come possano qui coesistere una dozzina di mafie con solo una bruciatina o un’ammazzatina ogni qualche anno; vengono, studiano, mangiano e bevono, e tornano a casa che non ci hanno capito niente, però contenti, perchè poi tornano e si stabiliscono.

Il segreto di tutto questo successo è nella conformazione della testa del reggiano.

Essa, diversamente da quelle di tutti gli altri abitanti del mondo, che l’hanno rotonda, è dotata di spigoli ed assimilabile a un esaedro più o meno regolare.

Questo è indice di grande ordine logistico e razionale.

Ad esempio, in un canestro, al massimo di teste tonde ce ne possono stare sei, sette. Di teste reggiane, almeno 12, ben composte tra di loro.

E le idee che ne sortiscono sono anche esse quadrate, sagaci, intelligentissime ed ordinate, e si accoppiano nei modi più disparati, come le tessere del Tetris.

Solo in un giornale locale reggiano potete leggere, a distanza di una pagina, ad esempio, che:

1) l’intero mondo dell’edilizia cooperativa sta crollando sotto il proprio peso, dopo 20 anni di immaginazione al potere, forte di una costruzione di castelli di carta in cui tutti possiedevano tutti e tutti si assegnano lavori uno con l’altro, senza che nessuno di questa edilizia avesse mai sentita l’esigenza (forti immagino di un PRG comunale studiato per 500.000 persone, laddove 500.000 ce ne sono in tutta la provincia, suppergiù), e i soldi finora messi da parte, cippa lippa! Concordato preventivo.

2) Il nostro amato Sindaco ha deciso di muovere guerra al patto di stabilità e di liberare risorse economiche per poter pagare…l’edilizia, ora sofferente, nonostante siano praticamente paralizzate cosette come cultura, trasporti, servizi sociali, sport e ambiente (ma le strade e i marciapiedi rientrano nei cantieri, quindi tutto va bene direi).

3) E’ stato dato l’OK alla costruzione di un nuovo ipermercato Coop in zona Baragalla, del quale ad onor del vero tutti sentivano l’esigenza. In effetti, io che abito verso Parma posso contare su una media di 5,7 tra supermercati ed ipermercati a distanza di 10 minuti da casa, chi abita in Baragalla, solamente 2, e questa è certamente una grossa ingiustizia sociale.

Voi, nei vostri giornali locali, riuscite a leggere una simile ricchezza di notizie in un sol colpo?

(E’ tutto rigorosamente falso. Abbiamo parlato di frutta.)

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