Quante cazzo di isolacce deve averci questa Grecia?

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febbraio 20, 2013 di carlovanni

Non avendo fatto il Liceo Classico, tutto sommato, la Grecia non ha mai influito in modo così preponderante sulla mia esistenza.

Massì, Atene, Sparta, O viandante, annuncia agli Spartani che qui noi giacciam per aver obbedito alle loro parole.” (che sembra la fine che ho spesso fatto io per seguire le regole), Anna Kanakis, Vaporidis, Demis Roussos, Zorba il Greco e il sirtakì, olive, Telly Savalas, forse Los Marcellos Feriales (finiscono per S, non posso cassarli a prescindere), e via così.

Non ho mai capito per quale motivo avrebbe dovuto venirmi una voglia matta di andare a fare le vacanze in un Paese che all’occhio del turista offriva: a) mare, b) caldo, c) cucina mediterranea, d) gente pittoresca, e) musica di merda, f) dissesto economico diffuso.

Voglio dire: sono italiano, non svedese. Per quanto ci possiamo girare intorno, su quei punti possiamo dire la nostra, salvo forse sul punto e) che ci salviamo leggermente di più.

Certo, c’era sempre la variabile “andiamo a fare una vacanza a Santorini” che non tornava, perchè e tutti gli altri ci andavano e io no dovevo per forza sentirmi uno sfigato inutile. Invece mi sentivo un po’ meno sfigato e un po’ più diseredato, dal momento che spendere tutti i risparmi di un anno per andare a stare su di una spiaggia a fare una cippa non mi sorrideva per niente, in tanti modi possibili.

Poi è arrivata la Crisi, la Crisi Nera.

Pare che tutto sia partito dai Mongoli, che abbiano bombardato una città americana assediata coi corpi di operai e impiegati del tutto insolvibili che avevano chiesto finanziamenti al credito impossibili a rendersi.

E di lì, la Crisi Nera si è sparsa a macchia d’olio come la Morte Rossa di Edgar Allan Poe, colpendo in maniera indiscriminata ora imprenditori che facevano la cresta sulle liquidazioni dei dipendenti da 30 anni senza investire una cippa, ora bar aperti in vie dove c’erano già altri 25 bar, ora mestieri con un futuro davanti quali i noleggiatori di VHS o le microimprese con titolari dai 70 anni in su senza figli, e così via, fino ad arrivare in maniera del tutto ingiustificata e folle a impiegati che con la prima busta paga avevano chiesto il fido sul fido sul fido per comprarsi la macchina sportiva, a massaie desiderose di fare la terza vacanza alle Maldive, a anziani che ci stavano dentro a fatica con i soldi che avanzavano loro dalle macchinette del Videopoker e via di questo passo folle, con negozi di abbigliamento trendy che compravano in Cina a 8 Euro e rivendevano nelle vie del centro a 110 costretti a chiudere perchè a un certo punto uno deve scegliere, se fare l’aperitivo o comprarsi il quinto paio di scarpe del mese.

E l’Oscurità, la Decomposizione e la Crisi Nera regnarono indisturbate su tutto.

E via ondate di suicidi a raffica, causati naturalmente tutti dalla Crisi – in barba a una delle poche certezze che abbiamo sul suicidio, e cioè, che più se ne parla, e più la gente per emulazione si suiciderà, perchè la lezione del Giovane Werther non è ancora stata assimilata; ma speriamo bene in futuro, chi sa, fra 6000 anni magari…

E in tutto questo, meno male, uno spiraglio di ottimismo e di speranza veniva dalle notizie sempre più positive riportate dagli amici.

“Avete visto la Grecia? Si mangiano tra di loro! E noi faremo la stessa fine entro il mese di febbraioooooooo!!!!!!”

E tu che da una vita stai attento a comprarti un paio di scarpe (ma arrivi sempre a fine mese, incredibile, magari mangiando anche una pizza e andando al cinema d’Essai) ti cachi definitivamente sotto:

NNNNNUUUUOOOOOOOOOO, a febbraio noooo, c’è freddo, se resto senza casa come faccio? Mica siamo in Grecia, a Reggio Emilia c’è un freddo porco!

E giù a non dormire.

Cazzo, se resto senza lavoro.

Restiamo tutti e due senza lavoro, di due stipendi.

Cazzo, ho la casa ancora tutta da pagare, sono sul marciapiede.

Con un bambino piccolo. L’ho fatto venire da un paese povero per morire di fame.

Poi mi sono riscosso.

Voglio dire: quale è la cosa peggiore che può succedere? Che resto del tutto senza soldi?

Bene, sarò in buona compagnia. Tutti poveri. Evviva!

E sai quando sono tutti poveri chi è che deve preoccuparsi?

Esatto.

Non ho i soldi per la banca? Ecco, finito l’assillo del mutuo.

Non vado a lavorare? Capirai che sacrificio.

Ci stringeremo tutti assieme attorno al falò delle ruote dei camion.

E finita questa pensata, ho come si suol dire voltato gallone e mi sono addormentato con un bimbo, l’animo lieve non tanto dell’innocente, ma del colpevole che sa di restare impunito. 

Poi è successo che non siamo falliti, nè come la Grecia, nè come l’Argentina; e non mi sorprende, dal momento che sono Paesi che nemmeno nei sogni più sfrenati si può dire ci somiglino.

Al massimo, noi falliamo come l’Italia: zitti zitti, un pezzetto al giorno, per 2500 anni, vedi l’Impero Romano.

Nel frattempo, arrivano informazioni sempre più confuse dalla Grecia, nella quale amici e cari mi dicono si stia parecchio male (ma non ricordo di un periodo greco particolarmente dorato, dal dopo Pericle in avanti), ci si scanna per un sorcio in umido, la gente regala yogurt per strada (li capisco. Io anche alla fame fame non so se mi piegherei a mangiare uno yogurt, e poi perchè è quello greco il più buono, se lo hanno inventato in Bulgaria? Mah).

Ma: in Grecia, poi, effettivamente, come stanno?

Ma chi lo sa?

Ci giungono notizie sempre più contrastanti, a volte pare che in realtà siano lì che cantano e ballano (ma si sa, questi terroni, eh, poi), alcuni dicono si sia scontrata con un iceberg, ho cercato il feta al supermercato e costa un occhio della testa, altro non so.

Pareri di alcuni che hanno lì degli amici, giornali che parlano ma non citano le fonti, in breve, non si capisce un cazzo.

Anzi, una cosa si capisce.

Che improvvisamente, e non si sa perchè, tutti sono interessatissimi ed espertissimi di cose greche. Una volta andavano per la maggiore le cose turche, ma i tempi, cambiano, si sa.

E passi chi c’è stato e ha visto coi suoi occhi o chi parla con gente del posto, direttamente, che avrà pareri soggettivi ma almeno ce li ha.

Gli altri, non paghi di risolvere la bar la situazione italica, si stanno già allargando a tutta l’area mediterranea.

 

4 thoughts on “Quante cazzo di isolacce deve averci questa Grecia?

  1. Fatjona ha detto:

    Mi è piaciuto molto, soprattutto la parte in cui descrivi la tua vita famigliare che mi ha fatto diventare con gli occhi a cuoricino.

    Bacino Carlo!

  2. serre ha detto:

    Piaciuto e d’accordo, tranne una cosa: mi pare sia “questa merda di una Grecia” XD

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