In Italia per essere bravo devi esser morto.

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gennaio 27, 2013 di carlovanni

Leggo di tanti che parlano di politica con cognizioni di causa e ampiezza di vedute certamente più ampie della mia, ristretta, elusiva, contraddittoria.

Per essere precisi, più che di discussione si può parlare senza tema di smentite di litigi, critiche ferocissime all’uno o all’altro schieramento, quando non (spesso) di azioni vere e proprie di proselitismo.

Difficile dire quanti di questi siano sinceri, quanti ottenebrati, quanti semplicemente incazzati a prescindere e quanti ovviamente pagati dall’uno o dall’altro schieramento politico per fare numeri sui social network.

E dopotutto, va bene così; in un mondo in cui ottima parte dei giornalisti anzichè fare informazione scrivono quello che dice loro di scrivere chi li paga, se togli l’informazione, cosa resta?

Propaganda, e sclerate al bar.

Il tutto, con me attacca veramente pochissimo. Certo, ci sono posizioni che trovo indifendibili a prescindere, e cose che mi sembrano talmente ovvie da non doverle nemmeno discutere (a me, naturalmente: in molti ci si accapigliano per anni), ma nel complesso guardo a queste attività con un certo grado di disillusione e di stanchezza morale, se non intellettuale.

E non perchè io sia o mi senta superiore; il fatto è che mi pare un esercizio di logica molto semplice.

Questa campagna elettorale è la più accanita e la più densa di rivolgimenti di posizione e di colpi bassi che io ricordi, e forse ricordo male. Vedo, leggo, ascolto, un sacco di pareri di gente che, soprattutto, s’è stancata della politica, s’è stancata del sistema in essere, che sono tutti ladri, tutti bastardi, tutti uguali, magistrati, politici, imprenditori, tutti.

Poi, faccio due più due.

Vorebbe dire che tutti quelli che ci hanno preceduto siano sempre stati stupidi, ciechi, deficienti, incapaci, o corrotti, bene inseriti, fessi, manovrabili.

Vale a dire, tutti i nostri amici, parenti, genitori, nonni, cari, noi stessi.

E che adesso, ADESSO, una improvvisa ventata di consapevolezza e intelligenza abbia dischiuso le menti delle nuove e non così nuove generazioni, permettendo di vedere come in uno specchio che Paolo di Tarso non poteva nemmeno sognarsi la Verità Vera e Unica, indiscutibile, eterna, perfetta.

Non riesco a condividere questo punto di vista, che mi sembra piuttosto irrealistico.

Sono convinto che il mondo sia un po’ peggio e un po’ meglio di come sempre volete farmelo leggere; vale a dire, casuale, statistico, basato sulla fortuna, privo di grandi complotti (che non potrebbero prescindere dalla partecipazione delle persone, e quindi già falliti in partenza, essendo le persone in media stupide ed avide oltre ogni misura lecita), insomma, niente di che.

Molto probabilmente quindi ci saranno nei miracolosi schieramenti da voi benedetti, il nuovo che avanza, persone orripilanti che oggi mostrano buone intenzioni, e domani ruberanno a più non posso, e persone veramente in buona fede, che domani faranno sfasci ineguagliabili per il semplice fatto di essere umani; così come negli schieramenti attuali ci saranno persone mediocri che però fanno il loro mestiere con umanità e criterio, e ladri fottuti che però mantengono un briciolo di coscienza e di decoro, e anche persone magari non favolose ma a posto e oneste, che riescono a lavorare davvero bene.

Questo mi dicono esperienza e logica, specie dopo 4 decenni di osservazioni di cose simili, che si ripetono, si ripetono, si ripetono…prime, seconde, terze repubbliche, che strazio.

Sembra sempre che in Italia gli unici a modo, in fondo, siano solo i morti.

Dalla Chiesa, Borsellino, Moro, Falcone, Mussolini, Andreotti (ah no, è ancora vivo, perdono), Nilde Iotti, Berlinguer, Togliatti, tutte anime perfette, senza errori, il martirio, l’agguato o la morte casuale o per decorsi termini di scadenza lavano tutte le colpe, purificano tutti gli errori, i compromessi, gli sbagli, le incertezze, le nefandezze, le zone oscure, saltando a piedi pari la cronaca, la storia, le idee ocntroverse.

Quando muori, sei sempre stato bravo, impossibile anche la sola idea del pensiero che avresti potuto fare di più e meglio, o che i tuoi passaggi terrificanti restano scritti e incancellabili per sempre; niente, non si riesce proprio, è un Paese divorato da una maturità politica talmente improntata al sistema dei santi e delle madonne da non riuscire a partorire una sola singola generazione che non riesca a guardare quello che ha davanti agli occhi e parlarne con tranquillità, a fare valutazioni piane, coerenti, anche compassionevoli, se del caso, che non mirino a santificare chi in vita è stato o ignorato o benedetto da amnistia e che abbiano invece come scopo la scelta di un meccanismo funzionale allo scopo.

Semplicemente ragionevole e umano, che cerchi di realizzare un mezzo benessere per tutti.

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