Quel che resta del porno.

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gennaio 23, 2013 di carlovanni

No, non l’ho ancora letto, ma preferisco farlo subito adesso.

Ho cominciato a leggere “Quel che resta del giorno”, di Kazuo Ishiguro, e siccome lo vedo tristerello, nel caso mi ammazzassi subito dopo averlo letto, sappiate che non l’ho fatto per la crisi.

Voi mi direte: ma puoi leggerlo, scrivere cosa ne pensi e POI ammazzarti, no?

E, si e no, il suicidio è come il bacio, bisogna cogliere al volo il momento giusto, non posso mica stare lì ad aspettare, metti che poi mi passi la voglia?

Per cui, ecco.

Ma voi adesso giustamente direte: ma se non lo hai ancora letto, cosa mai ne potrai dire?

Obiezione corretta, ma che vado a controbattere immediatamente.

1) non penserete mica che le recensioni i recensori le scrivano DOPO aver visto film e letto libri, eh? Se così fosse, il Kezich ad esempio avrebbe il dono dell’ubiquità, e non scriverebbe le cose che di tanto in tanto scrive, tipo finali di altri film o trame desunte dal titolo.

2) Sono già in grado di dirvi che il libro è scritto bene; in prima persona, cosa che a me personalmente piace molto, con periodi lunghi, un toccasana dopo tanta letteratura moderna fatte di frasi di due parole, e a capo, due parole, a capo, due parole, una scopata, a capo.

3) Devo aver visto il film di James Ivory molto tempo fa, in un momento oltretutto non allegro della mia vita, e non ricordo nulla. Quindi cose brutte brutte non dovrebbero accadere. Del film ricordo solo Hopkins sempre a guardare fuori dalla finestra (se lo facevo io mi mettevano una nota) e il volto dalle fattezze mungane e paciose di Emma Thompson, ma non sarei in grado di evocare la natura del rapporto tra i due. Penso però che non abbiano scopato.

4) Stamattina l’ho chiuso malvolentieri, avrei voluto andare avanti per qualche altra pagina.  ( buon segno, se non altro).

5) Al momento del riporlo, ho sentito, chiarissimo, inequivocabile, il desiderio di farci un orecchio per tenere il segno. E’ una cosa che ho fatto di rado. Di sicuro, nell’ultimo anno, quasi mai. Eppure, non mi posso sbagliare: il libro mi ha chiesto di fargli l’orecchio, come se fosse nella sua natura averne uno. Inesprimibile, ma non mi posso sbagliare. E, sapete? Ci stava bene, come se fosse nato per questo. Questa è la linea di difesa ufficiale che adotterò al momento della restituzione in biblioteca, peraltro.

6) Il titolo del post, lo ammetto, potrebbe essere fuorviante. Ma è una freddura che mi è sempre venuta in mente a proposito del titolo originale.

Suppongo che veramente se ne potrebbe trarre un’ottima parodia, naturalmente con Ron Jeremy protagonista; una via di mezzo tra una specie di chiavata senza posa e una nostalgica rievocazione dei vecchi fasti dei porno anni ’80, quelli in cui ancora esistevano le tope pelose e le pance senza tartaruga. Tra parentesi, credo che l’ambientazione aiuterebbe molto il soggetto.

Ron Jeremy, Mario Salieri; naturalmente, se volete sviluppare l’idea, non mi opporrò, e sarò estremamente benevolo nel cedervene i diritti.

2 thoughts on “Quel che resta del porno.

  1. Hello Spank...ing ha detto:

    Ron jeremy e mario salieri (regista impegnato, il kubrick del mondo hard)
    ok ma le donne? Ci vorrebero delle zoccolette acqua e sapone, ma a parte la mia vicina,
    Nel mondo dell’hard non ne ho viste molte…

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