Le Tre Regole d’Oro per non votare dei cialtroni.

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dicembre 10, 2012 di carlovanni

E’ già un paio di giorni che leggo con stupore dello stupore altrui nel rendersi conto che, oibò! Silvio Berlusconi si ripresenta in politica, e possibilmente alla guida di un partito che, se fino a ieri spergiurava di avere tutte le carte in regola per stare al gioco, oggi al fischio del padrone accorre scodinzolando preoccupato, orecchie basse e palle rasoterra.

 

Ma la notizia, concretamente, quale sarebbe?

 

Si sa che l’italiano (mica solo lui)  ha una memoria storica così breve da fare apparire quello che è successo un anno fa qualcosa di vago, nebuloso, al limite del sogno.

 

Comunque, per la cronaca, in sintesi era successo questo:

 

–        situazione finanziaria italiana: ‘na mmerda

–        urgenza di trovare istantaneamente fondi per tappare un buco vertiginoso, causato da 25 anni di governi impegnati a correre dietro a puttane e ad appalti drogati

–        necessità impellente di eliminare come portavoce uno che sulla scena internazionale, più che proporre soluzioni credibili, si recava a regalare notti puttanesche ai suoi amici a spese dei contribuenti, tenendo viva la simpatia dei suoi interlocutori chiamandoli “Kapò” e “Culona inchiavabile”

–        gesto di Napolitano con l’indice a Berlusconi: “vieni qui un minutino”, assieme agli altri leaders di partito;

–        individuazione in Monti dell’unica persona – non un genio, non un mago, non un salvatore, l’unica persona – in grado di mettere d’accordo tutti in quanto alieno alla vita partitica del Paese, con lo scopo unico di fare cassa, tranquillizzare i mercati e far vedere in giro che in Italia c’è gente che ancora riesce a grattarsi il culo e parlare contemporaneamente.

 

Aspettative per il futuro immediato: un mare di tasse e di tagli, rapidi, dolorosi, l’importante è pezzare il buco, non si rimedia a decenni di assenza in pochi mesi.

 

Strategie pronte: ripresentarsi a mattanza avvenuta, dopo che la scure delle tasse sia calata, profittando dell’estremo malcontento (inevitabile) in qualità di Poliziotto Buono e Salvatore della Patria e del Natale.

 

Ok, tutto questo è successo. Quindi, la notizia, esattamente, dove sta?

 

Capite bene che anche questa grandissima paura dei mercati è abbastanza stupefacente: si sapeva da un pezzo quello che sarebbe successo, e l’Italia non è certamente nelle condizioni di un anno fa, grazie al lavoro (sgradevole in molti punti) del tanto vituperato avvoltoio che ora, come da copione, rassegna le dimissioni.

Dimissioni che si sapeva già sarebbero state rassegnate. L’unica incognita era: quando? Dicembre, gennaio o febbraio? Ecco, ora lo sappiamo. E capite bene che tra votare a febbraio o a marzo non faccia tutta questa grande differenza.

 

E anche in termini di “segnale”, il segnale era chiaro fin dall’inizio. Io sono qui fino a quando dimostrate di aver bisogno di me. Non ne avete più? Saluti.

 

E se lo scenario che si prospetta incute timore, niente paura: al massimo, si ritornerà nell’esatta situazione di un anno fa. Certo, il modo per evitarla ci sarebbe: evitare di votare il buffone e tutta la sua compagine.

Perché in fondo, è semplice. Io non condivido la preoccupazione di quanti vedendolo tornare si mettono le mani nei capelli. Anzi, ci contavo.

 

Ci contavo perché credo che stia facendo un errore di valutazione. Sta ritenendo gli italiani tutti in blocco così cretini che, dopo un anno di tasse che avrebbero comunque dovuto pagare, lo eleggeranno salvatore della patria, senza riflettere sul fatto che il macello sociale lo ha decretato lui con le sue azioni, e se non risolve alla svelta, oltre alla ridicola posizione di credibilità che aveva prima dei fatti – e assieme a lui, post, il suo alleato Bossi, ormai svanito come tutti i vampiri – lo fanno secco come Masaniello.

 

Quindi, piuttosto che stia lì a rompere i maroni ancora dieci anni, preferisco si ripresentino tutti alle elezioni; così, o li polverizzano alle urne, e ce li togliamo in blocco dai piedi, oppure vincono un paese ingovernabile ed una situazione da spavento, così poi ridiamo quando, com’è ovvio, non riescono a combinare un cazzo coi cittadini che si ritrovano, e che loro stessi hanno educati.

 

Già che ci siamo.

 

Sono tanti anni che faccio il solone dicendo, come fate a votare questo, come fate a votare quello, e mi rispondete, giustamente: intanto, chi cazzo ti credi di essere, e poi, e allora chi voti?!?!

 

Allora, ho pensato di fornire il mio personalissimo metodo –  in tre punti –  per evitare di votare i peggiori cialtroni del mondo.

 

Non sempre attuabile, suscettibile di perfezionamenti, se avete suggerimenti sono pronto a integrarli.

 

Prima regola. Non votare chi ti promette cose meravigliose.

 

La prima regola dei truffatori di ogni latitudine è: è impossibile truffare un uomo onesto.

Il truffato diventa tale quando crede alle promesse di qualcosa che, sicuramente, va oltre i suoi meriti. Non esistono cene gratis, bisogna rendersene conto. Ci si vuole credere, per avidità, e basta.

Se qualcuno vi dice che non dovete pagare le tasse, dovreste chiedervi: e allora, i soldi per i servizi da dove salteranno fuori? Se qualcuno vi dice che ci sarà più lavoro per tutti, dovreste chiedervi: sì, ma cosa fa, lo stampa di notte? Se qualcuno vi viene a dire che ci sarà figa per tutti a costo zero, dovreste chiedervi: no un momento, ma in cambio cosa vuoi?

Se votate questi personaggi, siete o troppo avidi, o ingenui e avidi. E dovete rendervene conto.

 

Seconda regola. Non votare chi come motivo per votarlo esibisce i difetti altrui.

 

Non dovrebbe interessarvi quali e quante malefatte abbia combinato tizio o caio, dovrebbe interessarvi cosa si propone di fare – e come, e quando – chi si presenta in luogo del passato.

Chi basa la campagna elettorale sulla critica battente agli altri che sono insediati è certamente un disonesto che sta utilizzando come unica formula la vecchia retorica del “reductio ad personam” o “reductio ad hominem”, “Non votate tizio perché è un puttaniere”. Grazie, ma vorrei sapere perché devo votare te, che devo togliere tizio lo so già da solo, oppure, grazie di avermelo detto, ma il problema rimane, e di sicuro stai facendo la figura dello spione livoroso prima ancora di partire, bella figura.

Un altro modo semplice e molto utilizzato di usare questo espediente è: non votate tizio, lui è il vecchio, io sono il nuovo che avanza.

A prescindere dal fatto che almeno il vecchio so come funziona, so che ci sono moltissimi che si buttano sul nuovo perché, scontenti del vecchio, sperano – in molti casi credono – che andrà meglio in quanto nuovo. Ovviamente, non c’è alcuna garanzia in tal senso.

La soluzione corretta consiste nel prendere il vecchio e bastonarlo fino a quando non torna sulla retta via e non dà retta all’elettorato. Giova a poco lamentarsi e cambiare cavallo, molto meglio evitare che si azzoppi finendo nel fosso.

 

Terza regola. Non votare chi fa campagna sulla figura di un leader carismatico.

 

Credevo fosse evidente che quella del leader carismatico era la peggiore delle inculate, ma evidentemente non si riesce proprio ad imparare la lezione.

Di leaders la storia è colma, e a ben guardare nessuno ha mai fatto una gran figura, in tempi medi o medio lunghi. Questo perché il leader, nella migliore delle ipotesi, è solo una figura rappresentativa messa lì per calamitare il maggior numero di voti possibile. Voi votate Warren Harding perché è fico, poi quando diventa Presidente si rivela uno che è solo fico, ma per il resto è un inutile cialtrone. Dovreste sforzarvi di votare non persone singole, ma reti di persone a contatto con la realtà, gente che sbaglia o fa giusto ma ha idee e le persegue, l’organizzazione, non il suo portavoce, che se va bene è giusto un portavoce.

Altrimenti finirete per votare personaggi che pensano che l’organizzazione sia di loro proprietà, e gli elettori pure. Il che è scusabile se si tratta di un negozio, meno già per una ditta, quando arriviamo al Circolo è già una stronzata; figuriamoci un partito, che poi dovrebbe lavorare non già per i proprio membri, ma per tutto il Paese (lo so, è un concetto innovativo).

 

 

Sono solo tre, non vorrei che poi si creasse confusione.

Allora; se un eleggibile ne sfora una, è già sospetto. Se ne sfora due, cestinare. Se le sfora tutte e tre, eliminare dalla scena pubblica.

 

Se tutti le sforano, il voto andrà al Partito dei Pensionati, a Orsi per Una Sicilia Pelosa, a Alpini Sobrii, ai Verdi e così via.

 

Tutto chiaro?

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6 thoughts on “Le Tre Regole d’Oro per non votare dei cialtroni.

  1. Giorgio Iannone ha detto:

    è incredibile come sia sempre stato così alla luce del sole il ruolo di Monti e come, nonostante questo, il PDL sia riuscito nel suo intento di far fare il lavoro sporco a un presta-culo. Se ri-vincerà anch’io mi illudo che non sarà così, ottenendo una batosta mai vista prima), meriteremo di annegare nella merda. amen.

  2. serre ha detto:

    Da “ci contavo” a “Masaniello” sottoscrivo tutto. Se escludiamo il dettaglio che in realtà ritengo tutto quello che non ritieni. O perlomeno, temo.
    Comunque, se si applicano le tue tre regole in toto, mi sa che non si vota :D. La prima mi è sempre stata chiara (ma quanto sono intelligente). La seconda l’ho maturata col tempo. La terza mi pare bene o male inevitabile, dalle parti nostre.
    Per la prima volta, comunque, mi ritroverò a votare “contro” e non “a favore di”. Della serie, “basta che non vinca lui, mi sta bene tutto”. E non lo trovo un bel presupposto.

    Diciamo anche che avrei preferito cinque anni di lavori forzati per tappare buchi altrui provenienti da governi precedenti, piuttosto che intravedere di nuovo la mandria di furbonissimi che già si sfregano le mani per quanti retro-buchi altrui potranno intasare facendo i comodacci propri.

    • carlovanni ha detto:

      Vero, e disgraziatamente votare per me non è mai stato così facile, ed è sempre un brutto segno 🙂 Quasi quasi spero che si ricandidi davvero, o addirittura che vinca le elezioni, così stavolta fa il botto davvero, e in tempi brevissimi.

  3. Piracetam ha detto:

    Si.. compra i voti dei mafiosi in Sicilia ed i voti dei bergamaschi bresciani milanesi ecc ecc. Insomma compra i voti chi paga meglio.. Quello che conta è che ci sia sempre qualcuno disposto a vendere. Adesso sorge una domanda: Meglio vendere per un tornaconto o regalare a gratis ?Se uno mi desse un milione di euro potrei anche votare un comunista.

    • carlovanni ha detto:

      Scusa, l’ho visto ora perchè me l’aveva messo in spam, sic…Non so che dirti, io mi farei comprare per molto, ma molto meno 🙂 certo è che per tutta la vita ho detestato le sinistre per i populismi, e puoi immaginare come io sia felice di andare al voto, oggi. Meno male che è facile, la scelta attuale, quando non ci sarà più il bagonghi avrò gravi crisi di coscienza.

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