Tutti a casa al freddo, e senza benzina nei motori!

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novembre 9, 2012 di carlovanni

Non ho modo di leggerlo sui giornali. Capite, non sono un dirigente, o un assessore, e io non ho né i giornali gratuiti né in ogni caso farebbe parte delle mie funzioni d’ufficio stare lì a leggerli.

Capite però che prima ancora di arrivare al lavoro – alle 7.10 – mi avevano già telefonato in tre, dicendomi: ma che cazzo dite? Al freddo ci state poi voi! E allora una sbirciata su Internet la dài per forza.

E vedo questa roba.

http://www.corriere.it/politica/12_novembre_08/province-presidente-scuole-riscaldamento-spending-review_307afd18-2996-11e2-b082-5e60eba3a55f.shtml

Allora.

Dovrebbe essere evidente a chiunque abbia almeno la cultura e la ragione di un primate che il taglio, la soppressione, l’accorpamento delle Province non solo non generano praticamente nessun beneficio per lo Stato, ma addirittura creeranno più disservizi e più spese di quelli che ci sono ora. Non è un caso se la provincia è la più antica forma di suddivisione di governo del territorio: al di sotto, ciascuno si fa i cazzi di piazzetta sua, al di sopra, chi si accorge di quello che succede sotto? E mi fa specie che tanti sedicenti autonomisti battano su questa cassa, perchè negano con la stessa parola la parola che esce loro di bocca, ma tant’è, in Italia ci stiamo abituando a tutto.

Detto questo.

Sono oltre cent’anni che si discute dell’eliminazione di questi Enti, per il semplice fatto che dovendo far vedere a quel coglione del cittadino che si tagliano i rami secchi, si è sempre pensato di partire da quelli dei quali nessuno avrebbe mai sentito la mancanza. Mica come le Regioni, che ancora non ha capito nessuno a cosa servano e costano come nazioni estere. Mica come i Comuni, che ce n’è una buona parte così microscopica da essere del tutto incostituzionale. E non stiamo ancora parlando di chi ci lavora dentro, ma degli Enti in se stessi e del loro evidente proliferare.

L’unico motivo per cui non l’hanno mai fatto è uno ed uno solo: dopo, non saprebbero come fare. Pensare semplicisticamente che le funzioni possano essere svolte da Regioni e Comuni significa avere una preparazione veramente scarsa.

Gli Enti, cari signori, proliferano per due motivi: uno, il lassismo del cittadino, che sempre più delega le cose di primaria importanza a qualcun altro, ci pensi lo Stato, io pago (AHAHAHA) le tasse; due, mettere a sedere tutti quei culi eccellenti formati da tanti anni di faccendierismi particolaristici che nascono dal microterritorio. Quindi, una volta di più, la responsabilità è del cittadino, che vuole pagare meno tasse, vuole più o meno figa, pane, strade che gli portino il lavoro dentro casa sua, eccetera.

Adesso sembra si sia arrivati a un dunque, ed è evidente anche ai più tardi che si sta verificando un pasticcio di dimensioni colossali. Su questo non ci piove.

Taglio gli Enti? E chi fa il lavoro? E i lavoratori? A casa? Ma dopo costano allo Stato più che se lavorassero, e entro 2 anni siamo falliti per il buco nel PIL. Li tengo? Sì. Ma dove li metto? Li mando a lavorare a 50 Km? Con lo stipendio che prendono equivale a dirgli di licenziarsi. E siamo da capo a dodici. Quindi, il risparmio effettivo è solo sugli amministratori. E quelli che restano fuori? Siamo sicuri che il mercato li possa assorbire? E le loro leve politiche sul territorio, lasceranno che spariscano? E poi chi lava i panni del cittadino che vuole cose?

Insomma, il casino è ovvio, ed enorme.

A me va bene tutto, capisco tutto.

Tranne una cosa.

Non vi permettete di parlare per conto mio.

Il Presidente dell’UPI forse parla in rappresentanza dei Presidenti delle Province, o forse no. Sarebbe ottima cosa se i Presidenti accorti lo isolassero e si sfilassero.

In ogni caso non rappresenta nè me, nè migliaia di lavoratori pubblici che ogni giorno si recano al lavoro con una ed una sola ragione: fornire servizi alla comunità. Tutto quello che esula da questo non ha senso e non ha ragione di esistere.

Non ho votato io gli Amministratori degli Enti; sono stati quegli stessi cittadini che oggi a gran voce ne lamentano l’operato. Cazzi vostri. Pensate meglio a quello che fate, se non siete contenti.

Quanto a me, sono un cittadino che non vuole in nessun caso che vengano cessati i servizi sul territorio per i quali pago e lavoro, che nel caso delle Province ad esempio significa creazione, raccordo, collegamento, controllo, funzionamento di strutture e servizi in tema di sanità, scuole, strade, inquinamento, ambiente, lavoro, ecco, due cazzate in croce che senza le Province vi sareste scordati, chi abitava in un Comune grosso ce li aveva, gli altri, facevano poi senza, da cartello a cartello.

Io come moltissimi altri, per non dire la totalità, non possiamo in alcun modo riconoscerci in parole che negano il motivo stesso per il quale lavoriamo, minacciando il taglio di servizi. Una cosa è scioperare, informare, protestare; altro il ricatto.

Vi invito come cittadini di una comunità a non dormire e a vigilare sull’operato degli amministratori che eleggete, che sono loro a decidere ed organizzare e comandare il lavoro dei loro sottoposti, non viceversa, bene o male che lo facciano; sono cose determinanti, delle quali non potete ricordarvi solamente quando c’è da fare quelli che fanno mostra di salire su inesistenti barricate, ma in  ogni momento, e specialmente in quello del voto e in quello dei tanti attimi in cui pretendete per voi servizi particolari che ad altri sono magari negati, o che non siete disposti a pagare.

Quanto a me, chi mi augura di restare senza stipendio spero gli ritorni indietro quello che merita, e comunque non vedo cosa ve ne freghi di me. E’ dei servizi mancanti che dovreste preoccuparvi.

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