Liscia, gassata, Ferrarelle: 50 rasature di Micia.

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ottobre 16, 2012 di carlovanni

Per inveterata abitudine, non mi piace sparlare di cose, persone e concetti senza aver fatto il solito miglio nei rispettivi mocassini; quindi, prima di sputtanare “50 sfumature di grigio” mi sono messo d’impegno a leggerlo.

No, lo confesso, l’ho sputtanato anche prima. Comunque sia, apprezzate il sacrificio, adesso mi sono impegnato a leggerlo e quindi ne parlo a ragion veduta. O letta.

Ho scaricato il PDF, mi sono inforcato gli occhiali da lettura, e sono partito.

Uhm. Già la prefazione comincia male. “Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua
studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso.” Grazie al cazzo, certo se era vecchio, povero e brutto come la colite era diverso.

Continuando nell’eroico sforzo, mi faccio l’idea che sia una specie di incrocio tra un Harmony vecchio stile e “Il diario di Bridget Jones”, però meno interessante; e mi ricordo di quando io e mio cugino eravamo a Incisa Val d’Arno e –

– cazzo, mi stavo addormentando! Mi massaggio la faccia e proseguo.

Arrivato a pagina 72, ancora non hanno scopato. Il che per un romanzo erotico è peculiare. Ma forse, in questa era di virtuale, i preliminari sono dilagati a coprire tutte le attività, e piuttosto che masturbarsi la gente legge di intense sensazioni provate guardando labbra turgide che la marmellata dei polacchi è sempre la più buona e mia nonna cosa ci fai col camice bianco che

PACCC – dolore improvviso che mi sale dal setto nasale fino al cervelletto, mi sono addormentato e sono crollato faccia in avanti sulla tastiera, ho il tasto K stampato sullo zigomo, dolore porco, non lo reggo

scappo al pronto soccorso con la vista alterata, piango. Arrivo alla reception, e sant’iddio, c’è una fila che vedo Vismara, ma dopo meno di un’ora sono già davanti all’infermiera.

Cosa ho fatto? Vengo, e mi spiego. Stavo leggendo “50 sfumature di grigio, e –

– Porco – mormora lei, gira la testa, mi dà il bigliettino e mi fa cenno di accomodarmi.

Mi richiamano dopo un’ora buona, anche se in sala d’aspetto non c’è nessuno; l’infermiera mi dice, si rechi in sala raggi. E voltandosi, si gira un attimo e di sottecchi, con sguardo sprezzante, mi dice: porco.

Vado in sala raggi. La porta si chiude. E’ tutto buio, salvo una fluorescenza verde, nella quale avanza l’infermiera. Si denuda il petto procace con uno strappo deciso. “Porco”, sussurra. Poi si toglie il camice. Poi si toglie il reggiseno. Poi si toglie le mutande. Poi si toglie la passera, e me la tira in faccia come il pescatore fa col polpo sullo scoglio.

Mi sveglio con la QWERTY stampata sul muso, e con la certezza che se Mr. Grey ancora arrivati a pagina 100 non glie l’ha ancora messo in mano, questa scrittrice, che parla tanto di eros, con ogni probabilità non scopa come cristo comanda da almeno quindici anni. E le lettrici che lo trovano irresistibile, probabilmente, pure.

Ripiego allora sul molto più onesto “50 rasature di Micia”, che probabilmente non arriverà mai a diventare il bestseller della E.L. James, ma neppure il bestseller che forse meriterebbe di per se stesso.

Al contrario della James, infatti, forse gli autori – o le autrici? di questo libro, una vagina l’hanno vista di recente, e sono anche stati capaci di immaginarla in variegatissime e multiformi guise.

Ovvero.

Credo, di recente non ho controllato, ma direi di sì, che la vagina sia quella di un tempo, come collocazione; verticale, amèna, più o meno boscosa. Il che potrebbe descrivere anche una collina a faggeto, ma tant’è.

In questo libro, i cui eccellenti pregi andrò ad enumerare tra brevissimo, ci si  è concentrati sul fattore “boscosità”. Trattasi infatti, come era facilmente deducibile dal titolo, di un trattato veramente semiserio sulle possibilità proteiche (nel senso di Proteo) del vello femminile, qui interpretato da menti sicuramente malate…no, geniali…no, tutt’e due, nel formare una collezione di possibili scelte estetiche.

Ce n’è per tutti i gusti; troveranno la rasatura perfetta per sé donne in carriera come rivoluzionarie, impallinate dell’informatica come malate di poesia, operaie, fumettare, pigre, festaiole, non importa. Cinquanta, sono cinquanta.

Ritorno un attimo alle 50 sfumature di noia. A pagina 163 c’è il primo amplesso; lei, manco a dirlo, è ovviamente vergine. Il periodo che parla della penetrazione, giuro, copio e incollo, fa così:

«Alza le ginocchia» ordina, e io mi affretto a obbedire.«Sto per fotterti, Miss Steele» sussurra, e posiziona la punta del pene all’ingresso della vagina. «Senza pietà» mormora, e si avventa dentro di me. «Aah!» grido. Sento un dolore mai provato, mentre lui lacera la mia verginità. Si immobilizza, guardandomi con occhi luccicanti di trionfo. Socchiude la bocca. Ha il respiro affannoso. Grugnisce.
«Sei così stretta. Stai bene?»
Annuisco, con gli occhi sbarrati, stringendogli forte gli avambracci. Mi sento riempita. Lui resta immobile, lasciando che mi abitui all’invadente, sconvolgente sensazione di averlo dentro di me.
«Ora inizierò a muovermi, piccola» sussurra dopo un attimo, con tono deciso.

Sono allibito.

Vi prego di fare un confronto con un paio di suggerimenti de “50 rasature di micia”.

Rasatura numero 12

 La Champagne

 Due calici che tintinnano, un invito: questo il messaggio di questo particolare taglio, ideato per la donna che ama sedurre, e sente di non poter fare a meno di fragole e champagne. Il profilo di due raffinati bicchieri che si incrociano o che semplicemente si toccano sarà l’ideale per coronare il corteggiamento. In sottofondo, Peppino di Capri e la sua “Champagne, per brindare a un incontro” rendono completa l’atmosfera.

 Chi seduce: i bevitori incalliti, coloro che apprezzano il gioco seduttivo più tradizionale, quelli che amano tirarla per le lunghe per aumentare il desiderio, i nuovi russi arricchiti che la abbinano al caviale, preferendola alla vodka.

O ancora:

Rasatura numero 29

 La Star

 Che sia di facile realizzazione e grande riconoscibilità, se si realizza l’icona di una stella comunemente intesa, o se si preferisce optare per una più complessa ricostruzione di una costellazione, difficile da realizzare e non alla portata di tutti, chi non è mai rimasto a naso per aria, affascinato dalle stelle? In questo modo, avrete l’occasione di unire due antichi stupori, prendendo due piccioni con una fava. L’abbigliamento sarà alternativamente scherzoso, per sottolineare l’aspetto ludico dell’immagine, oppure evocativo e sensuale, per quello misterico e fascinoso.

 Chi seduce: dilettanti astronomi, sedicenti attori, poeti romantici, sognatori, nottambuli.

E queste sono inframmezzate da dialoghi surreali circa altre possibilità sullo stesso tenore (o baritono, ma che ce frega, in fondo, a noi).

Pregi: fa ridere; è interessante; in molti casi è praticabile (in altri no, è verosimilmente una presa per il culo); costa una cippa, perchè Euro 0,99 ce li hanno proprio ma proprio tutti; si compra online in ogni dove:

https://itunes.apple.com/it/book/cinquanta-rasature-di-micia/id570135983?mt=11

http://www.amazon.it/Cinquanta-rasature-di-Micia-ebook/dp/B009PP02D6/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1350119211&sr=1-1

http://www.bookrepublic.it/book/9788897324652-cinquanta-rasature-di-micia/

Io personalmente a comprare un lettore non ci penso nemmeno, e l’ho letto con Adobe Digital Edition, scaricato a gratis.

Che vi devo dire? E’ improbabile che esistano tre tizi che si chiamano Al Limite, E.L. Pussycat, Charles Trawn, ma ringraziamo questi goliardi per avere scritto qualcosa che molto probabilmente non ha tanto avuto la furbizia di cercare di cavalacare l’onda del successo planetario della stronzata originale citata, quanto, direi più probabilmente, colto l’occasione per scrivere un mare di cazzate semiserie che quattro risate le possono strappare anche al lettore più barboso.

E magari anche qualche indicazione utile per divertirsi a letto, perchè no. Ho un amico che non esce mai di casa senza il regolabarba e le formine per i biscotti.

Perchè se prendete spunto dal romanzo della James, siete fregate/i, sappiatelo. Cioè, questa è gente che crede di eccitare l’altro sbocconcellando un asparago, nell’era dei pompini in auto.

Almeno, qui se vi va male sogghignate, all’infernale costo di meno di un euro; se vi va bene, vi fate due risate a letto. Che a letto, si può – forse meglio, si deve – pure ridere.

Meditate, gente, meditate…

P.S. – Se devo dare un suggerimento, io voglio, anzi, pretendo la versione cartacea, a breve, a seguire. Magari se ne vendono abbastanza copie digitali si farà, perciò, accattatevillo. Perchè voglio tutte le illustrazioni.

P.P.S. – Non sarebbe male nemmeno lanciare un concorso Instagram: “Fotografa la miglior rasatura e vinci un viaggio in” boh, vattelapesca. Editori: svegliatevi, l’incrocio tra prodotti è una miniera d’oro. Oppure, potete mandare le foto anche alla mia casella di posta elettronica, almeno mi diverto io.

P.P.S.S. – Comunque, “50 sfumature di grigio” è una cagata pazzesca.

4 thoughts on “Liscia, gassata, Ferrarelle: 50 rasature di Micia.

  1. patriziavioli ha detto:

    Geniale, complimenti!

    Pezzi preferiti (a parte l’infermiera porca): “grugnisce”, “mi sento riempita”, “peppino di capri”

    Sul resto concordo pienamente e lunga vita anche edward mani di forbice!

  2. patriziavioli ha detto:

    OK, volevo dire “a Edward mani di forbice”

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