Il grande gioco – Cueni

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ottobre 22, 2011 di carlovanni

Non poteva non attirarmi un libro con questo titolo, benchè il cognome dell’autore mi abbia sempre fatto pensare a un passato remoto e, quindi, a qualcosa di inattuale.

Mi sbagliavo due volte.

Due volte perchè la prima volta che l’ho letto credo di averlo lasciato nel mucchio “riportare in biblioteca” non più tardi di pagina 13 o 14, insomma, non è che mi avesse proprio catturato. Invece, stavolta l’ho letto d’un fiato (chissà perchè si dice la stessa cosa del bere? Boh).

Il secondo sbaglio l’ho fatto circa l’inattualità della storia, che invece, al contrario, è facilmente definibile “profetica”. Vi si narra di un disastro realmente avvenuto nel passato, che di qui a…dieci anni? Cinquanta? Due? Salvo correttivi, avverrà di nuovo, e allora, sentirete che botto!

Qui si narrano le gesta di John Law, matematico e filosofo scozzese che ideò un sistema secondo il quale “moneta” non doveva necessariamente essere sinonimo di “pezzo di materiale del valore nominale per il quale viene scambiato” (adesso voi direste che non è che ci volesse poi molto, ma all’epoca era una rivoluzione concettuale incredibile), ma poteva andare bene anche un pezzo di carta che garantisse per quel valore.

A fronte, certo, dell’esistenza fisica di quel valore da qualche parte, magari non necessariamente ora e adesso, ma sulla base di proiezioni di rendimento, etc.

Dopo una vita di peripezie, riuscì a fondare una banca nazionale francese in cui utilizzò questo sistema, e con la quale risanò completamente una economia completamente morta.

Per tutto ringraziamento, fu lasciato morire in miseria.

Avvenne infatti che, tra le tante narrate da questo appassionante (lo giuro!) libro, il reggente francese, duca d’Orleans, visto che poteva farlo si divertì a stampare zitto zitto tre miliardi di lire basate sul totale nulla, per pagare i propri capricci e i mille cazzi e mazzi che un reggente del settecento può escogitare, e li immise nell’economia.

PUFFF.

Sapete, quando in un sistema economico qualcuno si diverte a stampare 4 o 5 volte la moneta che potrebbe basarsi su un controvalore, ecco, facilmente questa non vale più un cazzo, e se qualcuno se ne accorge e vuole indietro il controvalore stesso, BOOOOMMMM.

Adesso leggetevi il libro, divertitevi, emozionatevi, e quando avrete finito, pensate a quello che succederà agli Stati Uniti e a chi fa affari con loro (lo so, sono stronzo) quando alla fine tutti converranno che, no, la FED non poteva stampare 3 o 4 volte i dollari necessari a comprare tutto il mondo.

E adesso sapete quello che i cinesi non osano fare, anche se l’hanno minacciato un paio di volte (voi avete pagato i nostri beni in dollari; noi compriamo i vostri beni coi vostri dollari,  adesso), o quello che volevano fare i russi durante la Guerra Fredda, e poi stabilirono che tutto sommato una guerra atomica avrebbe prodotto meno danni.

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