103° ed ultimo. Non avere bisogno di lui. Manuale per farsi lasciare.

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settembre 3, 2011 di carlovanni

Manuale per farsi lasciare da un uomo.

103. Non avere bisogno di lui

Perché un uomo decide di prendere una compagna tutta per sé?

Considerato che la sua natura di natura di animale promiscuo lo porterà per tutta la vita a rimirare, con un sospiro, l’erba dei giardini del suo prossimo, ci siamo imbattuti in un interrogativo di non facile soluzione.

In risposta a questa annosa domanda, può forse venirci in soccorso la saggezza popolare, celata stavolta nelle canzonette di successo.

“Cercavo in te la tenerezza che non ho”, si diceva nell’immortale “Insieme a te non ci sto più”;

e può darsi che questo sia assolutamente vero.

Un altro indizio ce lo fornisce, probabilmente, Roberto Vecchioni:

“Voglio una donna con la gonna, gonna, gonna”;

e a meno che non si riferisca letteralmente a un capo di abbigliamento per  quale nutra una preferenza feticistica, cosa della quale dubitiamo, crediamo di avere finalmente la chiave per sciogliere l’enigma.

Gli uomini, vogliono le donne.

Hanno desiderio e bisogno di una creatura femminile;

capace di essere ricettiva, accogliente, morbida, affettuosa, capace di mostrarsi bisognosa di calore e protezione.

Proprio quello, in fondo, di cui noi non siamo capaci, e che cerchiamo nell’altra metà della mela.

Purtroppo, i tempi moderni hanno portato con sé, oltre all’emancipazione femminile, anche la sua immediata conseguenza:

una fuga precipitosa da ruoli dei quali non si capiva più la ragione d’essere, figurarsi poi se se ne sentiva ancora l’esigenza;

e, smantellati i vecchi punti di riferimento, in assenza, o in attesa (forse, perpetua) di quelli nuovi, stiamo tutti qui spaesati a cercare di arrabattarci meglio che possiamo.

Vale a dire:

male.

Le nuove generazioni ci hanno portato donne non già emancipate, ma al contrario, bisognose più di prima, senza possibilità di scendere in mare con il salvagente della tradizione, e al tempo stesso dure, irrisolte, chiuse, incapaci di chiedere sia scusa che aiuto.

A tanta promessa di liberazione e di preminenza di genere, sono seguite perlopiù una spaesata e devastante solitudine e un invecchiamento emotivo precocissimo, che ci regala ragazze di trent’anni che sono già deluse e stanche dei rapporti umani in genere, non parliamo di quelli con l’altro sesso;

l’esatta corrispondenza dello smarrimento maschile dall’altra parte del confine, in una guerra tra generi che in effetti non si capisce bene che senso dovesse avere, se non quello (forse mai così lontano come oggi) di parificare diritti e doveri.

Il segnale che molte donne di oggi mandano agli uomini che stanno loro accanto è, senza tante possibilità di errore in traduzione,

“Non ho bisogno di te. Non ho bisogno di te. Io non ho bisogno di te”.

E se da un lato è encomiabile, il non avere bisogno appoggiarsi su nessuno per sopravvivere, dall’altro, sappiamo bene che tante volte questo segnale è fuori luogo.

Abbiamo bisogno gli uni degli altri.

Le donne hanno spesso bisogno della presenza di un uomo al loro fianco;

gli uomini, hanno bisogno di sapere che c’è qualcuno che ha bisogno di loro.

E in una situazione sana, non si tratta del bisogno di chi non sa stare in piedi da solo, o del bisogno di quello che l’altro sa fare per noi;

si tratta, al contrario, del bisogno emotivo, spirituale, fisico dell’altro, di una persona con la quale realizzare una intimità completa e vera, presso la quale potersi abbandonare completamente.

Volete che un uomo si chieda, intimamente, nel profondo, perché mai dovrebbe stare con voi?

Fategli capire a chiare lettere che di lui non avete alcun bisogno, che non è tanto la sua persona, quanto il suo ruolo, magari intercambiabile, magari addirittura assente.

A meno che non sia una persona che non ha assolutamente nulla da dare…

e non nego che ce ne possano essere molte, a piede libero…

sono persuaso che non passerà molto tempo, prima del giorno in cui si metterà in cerca di una donna che gli somigli, nella sua necessità di dare e di prendere calore umano.

 

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7 thoughts on “103° ed ultimo. Non avere bisogno di lui. Manuale per farsi lasciare.

  1. theblackswan89 ha detto:

    Cari uomini il mondo non gira intorno a voi… se ormai dopo un lungo fenomeno che in fondo non si arresta mai che è l’evoluzione, ancora definiamo l’uomo come un animale, primitivo e istintivo…un pò limitante per voi e un pò sconfortante per noi donne. Poi “purtroppo” l’emancipazione femminile? Ruoli? Vogliamo parlare del fatto che oggi la maggior parte degli uomini sono delle vere e proprie prime donne? Non critico il suo articolo… sicuramente veritiero… ma noi donne non dobbiamo ricorrere a simili trucchetti per tenere o forse meglio dire trattenere un uomo al nostro fianco. Anche perchè non siamo tutte uguali! cordialmente la saluto!

    • carlovanni ha detto:

      Cara Mariaclaudia, mi chiami pure “caro Carlo” e non “cari uomini”, non riconoscendomi io nel genere multiplo che questo appellativo comporta (con sollievo, guardo a un mondo che comprende solo un me stesso, e fortunatamente anche per un tempo limitato). Dal mio punto di vista trovo che lei abbia una fiducia davvero confortante nel genere umano ambosessi; per quanto mi riguarda, le mie esperienze e quelle di circa alcuni miliardi di persone che mi diverto (o mi opprimo) a considerare non avallano purtroppo questo suo positivissimo parere. Credo che l’evoluzione abbia trovato il pane per i suoi denti nel tessuto della struttura sociale, e lì si sia fermata; un po’ perchè ormai il più adatto maltusianamente non può più ridere di chi non ce la fa, che in un modo o nell’altro si riproduce lo stesso; un po’ perchè la nostra esperienza è soppiantata da cima a fondo da un battage di marketing continuo che mira a trasformarci più che in cittadini responsabili e psichicamente maturi in papabili acquirenti di mascara, auto sportive e golfini di cachemire (ambosessi). Circa il “limitante e sconfortante”: sono stato anche buono, creda, a guardare con un minimo di obbiettività c’è da strapparsi i capelli, e nessuna fantasia mi sarebbe bastata a descrivere adeguatamente lo sconcio quotidiano al quale si assiste. Basta guardare 10 minuti di telegiornale per rendersene conto, o uscire a prendere un ape con le amiche. Non trovo che una società in cui il venerdì sera si lasci la fede nel cassetto per andare a scopazzare qua e là sia qualcosa di più che banale e deludente, ma insomma, non sono un benpensante e non sono vecchio, quindi, alla fine, chi se ne frega. Di sicuro non le sarà sfuggito il tono un po’ più che velatamente ironico di queste pagine – l’ultimo paragrafo in realtà è forse il più serio, e il più amaro; ma tenga presente che a parte ricorrere al Lato Oscuro io questi “trucchetti” li ho visti mettere in atto spesso e volentieri, e se lei invece no, devo desumere che lei sia una persona solare, giovane, bella dentro e fuori, e le auguro di restare così a vita (laddove “giovane” non è offesa paternalistica). Certo nessuno pensa di essere uguale a nessun altro; scrivendo, per ridere oppure no, si è costretti a generalizzare, me lo conceda. Tanto più che in fondo tutta questa originalità a ben guardare non si trova. Tutti sognano di essere il novello Basquiat, ma poi alla fine tutti scivolano sulla comodità del 32 pollici e del posto in banca, e tanti grilli per il capo e barricate via Facebook svaniscono come nebbia al sole. Io per conto mio non sono nè triste nè felice, mi limito a prendere per il culo chi sogna il Principe Azzurro e poi si incazza se questo non arriva, mentre dovrebbe essere ben felice di non vivere nelle favole. Spero invece che alcuni passaggi la facciano ridere, perchè alla fine è non solo uno dei pochi modi per riflettere, ma anche per togliersi qualche sasso dalla scarpa. E la prego, critichi e discuta qualsiasi cosa io scriva, altrimenti a che serve?
      Più che cordialmente!

  2. theblackswan89 ha detto:

    Beh io sono una di quelle che lei ironicamente prende per i fondelli… e più che il principe azzuro direi alla ricerca di qualcosa di più profondo… lei ha ragione molte donne con l’età pensano più a sistemarsi, parlo più della vostra generazione, per una serie di circostanze e forse anche perchè disilluse… e generalizzando a volte gli uomini con chi è più debole riesce ad essere estremamente crudele…e se ci arrabbiamo quando le cose non vanno bene, credo sia legittimo, infondo noi donne investiamo noi stesse, il nostro tempo, le nostre forze ed energie…e sa una cosa ci sono tante persone che vivono relazioni come in una favola. Perchè non dovremmo ambire lo stesso? Sognare fa bene… credo che sia una delle poche libertà che ci sono rimaste….

    • carlovanni ha detto:

      Ho qualche appunto da farle. Lei parla di “chi è più debole”, ma che in una coppia si ala donna la parte debole non è affatto scontato, mi creda. Direi anzi che a livello di capacità manipolative e crudeltà il genere femminile ha forse una marcia in più, nella nostra razza. Il che non è che vada a compensare chissà quale realtà di sottomissione storica o in altre parti del mondo. Anche sul fatto che le donne investono se stesse etc., le rivelo un segreto: in una coppia degna di questo nome, un uomo degno di questo nome fa altrettanto. E non ci sono alternative, se ci pensa bene. Altrimenti, uno dei due – o forse entrambi – hanno fatto qualche errore di percorso. Quanto al sognare: io sono un famoso sognatore, così sognatore che ho sempre l’uzzolo di tramutare quello che sogno in cose tangibili – e le assicuro che anche se è difficile ci si riesce, e c’è molto ma molto più gusto. Non credo però che sognare sia tanto una libertà, quanto una natura; in fondo, non abbiamo diritto proprio a niente, non ci sono meriti che automaticamente vengono premiati, o simili. Finchè si tratta di immaginare cose diverse dall’ordinario e divertirsi con queste favole, o lenire il dolore, o usarle per progettare, benissimo. Il sogno diventa pericoloso e stupido quando lo si usa per scappare dalla realtà in mancanza di coraggio o di onestà con se stessi; allora si finisce con lo svegliarsi quando è troppo tardi, e, no, preferisco allora la limpida e pesante luce del cinismo. Una cosa che mi dà particolarmente fastidio sono quelle persone che se la menano per l’eternità: “oh, vorrei fosse ricco, bello, alto, moro, del Capricorno, affascinante, intelligente, spiritoso, ottimo conversatore, fedele e amorevole coi bambini…”. Al che io sono tentato di rispondere: ok, ma uno con tutti questi numeri, perchè mai dovrebbe stare con te!!? (ma vale anche per gli uomini, le pretese sono sempre moooolto più alte di quello che si ha o si desidera offrire).

  3. exess ha detto:

    Caro Carlo,complimenti per questa bibbia delle relazioni tra i sessi. Mi sono divertita davvero molto a leggerla. Perché non riunisce i 103 consigli in un ebook da poter acquistare on line? In attesa mi permetto di dedicare alla sua opera un piccolo post sul mio blog. Buona giornata

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