90. Dedicarsi anima e corpo ad un culto. Manuale per farsi lasciare

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giugno 21, 2011 di carlovanni

Manuale per farsi lasciare da un uomo.

90. Dedicarsi anima e corpo ad un culto. Manuale per farsi lasciare

Succede talvolta, nel periglioso cammino della vita, che noi ci si ritrovi drammaticamente a perdere tutti i punti di riferimento che credevamo di esserci faticosamente conquistati.

Il lavoro?

Ma sì, certo.

C’è.

Mi dà da mangiare.

La famiglia?

Beh, è naturale, me la sono ritrovata.

Gli amici?

Non sono più quelli di una volta.

E nemmeno mi danno più soddisfazione

le auto sportive,

il gelato,

i libri gialli,

il socialismo,

leggere fumetti sul water,

i Deep Purple e,

orribile a dirsi,

il sesso;

e qui, si arriva a comprendere come si sia imboccata una china scivolosissima, in fondo alla quale ci può anche aspettare una corda insaponata.

Il fatto è che dopo un po’, se siamo sufficientemente intelligenti

(chiunque sia capace di distinguere tra la buccia e la banana, lo è),

sentiamo il disperato bisogno di un orizzonte di senso in vista del quale orientarci;

pena, in assenza di ciò, lo smarrimento dell’anima.

C’è chi trova questo orizzonte di senso nello shopping,

chi nelle rassegne di cinema cecoslovacco degli anni ‘40.

Gli uomini, spesso e volentieri si danno alla lucidatura compulsiva dell’auto;

le donne, alla preparazione altrettanto compulsiva di flan, sformati e biscotti.

Ma non c’è niente come la fede, per risolverci la vita, quando appare un problema di questo genere.

Dedicarsi anima e corpo ad un culto è un qualcosa di talmente pervasivo, talmente onnipresente, da assorbire così tanta parte del nostro tempo e delle nostre energie mentali da non lasciarci il tempo per le altre inutili menate;

insomma, una grossa, in luogo di tante piccole, così dal punto di vista della semplice logistica ci si organizza molto meglio, e si risparmiano tempo ed energie.

Naturalmente, l’impatto di una grande e repentina caduta sulla via di Damasco, più che sulle ginocchia come a Paolo di Tarso, si potrà osservare sulla vostra vita di coppia.

Come sapete, si tratta di equilibri così delicati che a volte basta un nonnulla, per mandarli in pezzi;

figuriamoci un colpo di obice ben centrato come questo!

La dedizione a un culto è quanto di più ubiquitario e pervasivo si possa immaginare, nella vita di una persona.

Tanto per cominciare:

vostro sarà lo zelo del neofita, con tutto quel che ne consegue;

volantini sparsi ovunque, citazioni di versetti e passi salienti a colazione, pranzo e cena, improvvise visitazioni dello spirito.

Magari, mentre state stirando, vi viene l’ispirazione e dovete assolutamente fare una telefonata di un’ora e mezza al vostro consigliere spirituale, perché avete finalmente compreso un passo molto importante.

Oppure non l’avete compreso, e quindi avete bisogno di una parola di conforto o di spiegazione.

Insomma:

le scuse per una bella telefonatona non credo vi mancheranno.

E poi ci sono i raduni,

gli incontri di preghiera,

i ritiri spirituali,

la preparazione dei convegni,

dei canti,

dei salmi,

lo studio dei versetti,

il benvenuto ai nuovi proseliti e ai maestri in visita

e lo jus primae noctis col capo della congregazione,

insomma, sono più le volte che siete fuori di casa che quelle che siete presenti;

e se non siete fori di casa, siete magari fuori di testa, perché si sa, la vostra attenzione è tutta occupata da cose ben più elevate che non il ricordarsi di mettere l’acqua nella pentola a pressione o sterzare prima di centrare in retromarcia la porta del garage.

Credete che possa bastare?

Beh, dipende dalla sua resistenza.

Magari, lui si è concentrato sulla sua, di fede:

quella calcistica, e non si è manco accorto che non eravate in casa.

Allora, bisogna dare un giro di vite, e passare alle maniere forti:

cominciare a cercare di convertirlo.

Fargli notare i suoi errori, le sue mancanze, l’assenza di senso nella prospettiva della sua esistenza, di un orizzonte verso il quale viaggiare.

Con un po’ di fortuna, battendo insistentemente su questo chiodo, l’orizzonte lo dovrebbe cercare ben presto.

Quello geografico, però.

2 thoughts on “90. Dedicarsi anima e corpo ad un culto. Manuale per farsi lasciare

  1. gabry ha detto:

    Dài, questa me l’ero persa! Domani la stampo e la incornicio!!! Complimenti, e, dimenticavo: Grazie a Dio sono atea!!! :):):);)

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