Vita e quasi morte perpetua di Keith Richards

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giugno 6, 2011 di carlovanni

Non l’ho comprato, certo che no.

Grazie a dio, la biblioteca municipale funziona egregiamente col prestito.

Però ero curioso di leggerlo.

In sostanza, come tutti, credo di averlo letto pensando che magari potevo diventare un po’ come lui.

Scemo, eh?

Beh, salta fuori che magari sono già un po’ più lui di quanto lui non sia lui.

Voglio dire, a volte rimani stupito di quanta casualità possa comporre la vita di un individuo di questo genere.

Chiunque, poteva essere al suo posto. CHIUNQUE.

Poi, la semplicità, la banalità persino, con cui il tutto è narrato, da un lato è affascinante, dall’altro dà i brividi.

Nel complesso, a gusto mio, il libro poteva essere molto ma molto più interessante;

si vede benissimo che non è scritto da uno scrittore, ma da uno che tutto sommato non ha mai avuto questa gran capacità di espressione.

A parte quella musicale, sia ben chiaro, giù il cappello.

Libro scritto malino, raccontato malino e che genera più aspettative di quante poi non riesca a risolvere;

non soddisferà nè gli amanti della musica, nè quelli che campano ciucciando i pettegolezzi sulle Star.

Da leggere, forse, ma senza grandi patemi d’animo.

3 thoughts on “Vita e quasi morte perpetua di Keith Richards

  1. Maky ha detto:

    Sarà ma come pirata è un figo!

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