64. Vivere la vita secondo i canoni di Sex and the City. Manuale per farsi lasciare

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maggio 25, 2011 di carlovanni

Manuale per farsi lasciare da un uomo.

64. Vivere la vita secondo i canoni di Sex and the City. Manuale per farsi lasciare 

Io ero abituato a donne di varia disposizione d’abito e di abbigliamento, abituate a gonne ampie e strette o corte e inesistenti, jeans, scarpe da ginnastica che a me a militare tiravano dietro, e qui capace che costano 80 Euro;

sandali con la zeppa, paperine, tacchi vertiginosi, insomma, una certa quale difformità, e le spese si facevano anche all’UBA-UBA, da Bernardi, alla Rinascente. Oggi non sento parlare che di Roberto Cavalli, Thierry Mugler, Manolo Blahnik, se non è fashion, è roba da badanti senza permesso di soggiorno.

Guardavamo le nostre mamme, le fidanzate, le mogli;

donne tutto sommato modeste, use a vivere di lavoro e di famiglia, esattamente come i loro uomini, che non è che poi si dannassero l’anima e il portafoglio in chissà quali dissennati divertimenti notturni;

oggi, ti ritrovi con branchi di virago predaci che il fine settimana si aggirano attorno a locali dai nomi anche un po’ equivoci, e si cibano di aperitivi, e spuntano dai taccuini gli uomini come fossero vettovaglie già comprate dall’elenco della spesa.

Cosa ci è successo?

Ci è successo che siamo stati colonizzati da un modo di vivere che non aveva niente a che fare con quello che eravamo;

fondamentalmente, un paese di poveri, risparmiatori e pragmatici, che tutto a un tratto, di fronte alla vetrina dei giocattoli, ha deciso di dimenticarsi delle ristrettezze e di entrare nel Paese dei Balocchi.

Ci sono successi un bel po’ di telefilm di successo, che mostrano donne autonome, disinibite ed emancipate, in posti tremendamente chic nei quali tutti corrono a duecento all’ora verso carriere stellari;

e per riposarsi, partecipano a vernissage, mostre, presentazioni, spogliarelli maschili. Le donne nostrane, che passavano dal venerare Claudia Cardinale al sentirsi la Pina di Fantozzi, sono state sbriciolate da questa offensiva, come uno Swaroski sulla mascherina di un camion Scania;

e hanno capitolato.

Quella che era una parodia di come vorrebbero vivere le emancipatissime donne newyorkesi e di quanta solitudine devono affrontare, come prezzo per il loro carrierismo, è pian piano passata come un modello da invidiare ed imitare, possibilmente con la massima fedeltà;

e ci siamo trovati a bocca aperta davanti a repliche quotidiane di “Sex and the City” interpretate da

mamme che spingono carrozzine col tacco 14 (le mamme, non le carrozzine),

in pescheria,

dal pizzicagnolo,

sull’autobus delle 8 meno dieci, massacrate dagli studenti;

donne che piuttosto di fare la pasta in casa, o da cucinare, sono capaci di lanciarsi dal quarto piano sperando di atterrare di testa, e che sono convinte che nessuno si sia ancora accorto che con la scusa dell’aperitivo ne approfittano per sfoggiare i risparmi di mesi di lavoro, mentre si abboffano di carboidrati pagando solo i 5 Euro dello spritz.

E’ possibile, realizzare una normale vita di coppia con donne così?

In una parola:

NO.

Un uomo normale non può competere con quelli dell’immaginario dei telefilm;

la nostra idea di un appuntamento è pizza e cinema, o magari accogliervi in tuta e ciabatte, la cena già cucinata e un film noleggiato, nel nostro nido monolocale:

di fronte alla poesia di un Krug millesimato sulla terrazza di un grattacielo di Manhattan, ci facciamo la figura dei pecorai.

Non c’è storia.

L’unica è cercare di uniformarsi al modello pure noi:

carrieristi, assenti, sfaccendati, troppo persi dietro alla grinza della cravatta per accorgerci che siete ancora delle donne anziché sagome di cartone;

ricchi, no, in questo Paese, non è più possibile.

E coi nostri completi da supermercato non raggiungiamo di sicuro il giusto grado di fashionevolezza.

Per cui, siamo costretti a ripiegare verso donne dell’Est europeo dai polpacci forti e dotate di senso della pulizia degli angoli, che si affidano ancora, per l’armonia della casa, più all’aspirapolvere che al Feng Shui.

Per cui, se volete togliervi con una certa rapidità un uomo dai piedi, e questo è il normale tipo casa e famiglia,

non avete altro da fare che dirgli che dovrebbe imparare qualcosa da telefilm come “Sex & the City”.

Avete un binocolo?

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7 thoughts on “64. Vivere la vita secondo i canoni di Sex and the City. Manuale per farsi lasciare

  1. ROBERTA TROVATO ha detto:

    la donna italica che invece non ha subito tali aberranti mutamenti genetici non attira piu’ lo sguardo del bambino italiano, che appunto ripiega alla fiera dell’est che per due soldi e un topolino suo padre compro’.
    L’est attira la fantasia erotica, lascia l’uomo padrone in casa sua; che c’è di meglio di un uomo che trova la moglie che sorride tutte le sere e non pone alcun quesito se non:” caro mi dai i soldi per fare la spesa?”.

  2. antonella ha detto:

    Cominci un pò a cadere nel becero maschilismo : ora la colpa dei cornini con le polacche è delle donne che imitano sex & city? capisco la genuina presa di posizione ma le donne cercano di conciarsi in quel modo a volte a dir poco grottesco e ridicolo perchè anche gli uomini non son più come i nostri padri che guardavano alle rughette della moglie con amore e tenerezza: mi piacerebbe pensare che sia tutta colpa di un telefilm ma credo che la questione come sempre nella vita sia più complessa.

    • carlovanni ha detto:

      Le polacche in realtà sono perlopiù molto serie e modeste 🙂 tra tutte forse sono le più contadine. Penso che la generazione dei nostra padri cornificasse serenamente la generazione delle nostre madri senza badare più che altro a cellulite e rughette, perchè quello passava il convento, per tutti. Donne comprese, che non facevano tante palle per la pancetta e la voglia di piazza eccetera. Oggi siamo arrivati a spruzzarci spray tipo muschio del presepe per nascondere la chierica, e a morire di fame per imitare modelle anoressiche in realtà 14enni. Come al solito: no, la colpa non è ovviamente tutta di un telefilm, ma la televisione nel suo complesso, come fabbrica di confronti, ci ha messo un bel carico da 11, secondo me. E detto tra noi ne ho pieni i coglioni di tutte queste feste fatte ai tacchi alti, che penso interessino solo alle donne, in realtà. Ma quale uomo mai si fissa sulle scarpe, tolti alcuni rimbambiti? Per cui: Sex & the City ‘fanculo con tutte ste cagate di rincorse di ideali femminili emancipati e spenderecci, che servono solo a far pubblicità a prodotti e a stili di vita basati sull’acquisto terapeutico.

  3. roberta sempre io ha detto:

    Moriro’ senza sensi di colpa per non averne mai visto mezza puntata.Non so nemmeno che faccia abbiano le protagoniste.
    Non frequento feste con tacchi alti perchè purtroppo ho delle allergie mortali.
    Dietro casa mia c’è la Novedratese affollata ti transessuali su tacchi 20, zero pancia e celluliti con mega parrucconi.Ecco.Ci tengo a testimoniare che i clienti sono tutti uomini.Ecco, e vorrei aggiungere anche che molti di loro sembrano avere piu’ o meno l’età o anche meno dei 40 enni di oggi.

    • Roberta Trovato ha detto:

      errore:non dei 40 enni ma dei figli/e dei 40enni di oggi.

      • carlovanni ha detto:

        A Reggio forse c’è il record della frequentazione dei trans in Italia, e probabilmente molti somiglieranno a Carrie Bradshaw. Dal momento che soffro probabilmente delle stesse allergie, e che l’unica cosa che eventualmente potrebbe mai interessarmi dei trans sono le tette, non mi resta che frequentare quel che resta, a prescindere dal tacco e sperando che non siano quelle delle calzature le uniche vette che possono raggiungere.

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