Sfregare sale sulla piaga dei problemi erettili. Manuale per farsi lasciare

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maggio 13, 2011 di carlovanni

Manuale per farsi lasciare da un uomo.

52. Sfregare sale sulla piaga dei problemi erettili. 

E’ ora di sfatare alcuni miti, sull’argomento.

La vostra affermazione di essere invidiose degli uomini perché hanno il pene è insopportabile, e basata su argomentazioni assolutamente prive di fondamento.

Provate, seriamente, a mettervi anche solo per un minuto nei nostri poveri e laceri panni.

Il pene è un attrezzo di aspetto quanto meno buffo, che assomiglia un po’ alla testa di Alien (o viceversa, insomma, avete capito);

per definizione, sempre in mezzo alle palle, e difatti estremamente scomodo, per non dire dei dolori quando viene schiacciato o percosso, inavvertitamente o per scelta.

E circa la disciplina?

Per carità.

Si alza a sproposito quando sarebbe altamente consigliabile, per la modestia ed il buonsenso, starsene comodamente invisibile (non avete mai provato l’Effetto Spiaggia, ad esempio);

quando invece dovrebbe alzarsi e fare del proprio meglio, non di rado pensa bene di rimanersene seno e tranquillo, rannicchiato a formare uan sorta di bignè mignon, o un qualcosa dalla consistenza indefinibile tra il flaccido e il gommoso:

che a tutto può servire (dare lo straccio sul parabrezza, ad esempio), tranne che all’atto per il quale in teoria è stato congegnato.

Cani e gatti, mammiferi ben più evoluti di noi, ad esempio hanno peni dotati di un comodo osso, che permette la penetrazione anche in assenza di erezione;

un trucco che, se ci pensate bene, è a dir poco geniale e straordinario!

Noi, invece, poveri, imperfetti maschi umani, siamo costretti a fare un po’ come possiamo.

E il come possiamo è, in definitiva:

ben poco, ahinoi.

Voi siete convinte che il pene sia una specie di arnese che noi si possa comandare a bacchetta;

e invece, no.

E’ come se fosse una sorta di animaletto che vive con noi in rapporto di simbiosi parassitaria;

vale a dire, se non gli va, non gli va.

E non si alza nemmeno con un argano.

Fatevi i conti:

i fattori influenzanti l’erezione possono essere

stanchezza,

cattiva digestione,

paura, sensi di colpa,

cattiva salute,

eccesso di alcool o farmaci,

troppo caldo,

troppo freddo,

troppa mancanza di interesse (c’è anche quello, per carità, ammettiamolo),

troppa carestia ultimamente e quindi chi si ricorda più come si faceva,

incapacità a lasciarsi andare,

buco nell’ozono, e, ultima, ma la mia preferita, l’ansia da prestazione.

Quella cosa fantastica che hai paura che potresti non riuscire, e allora, magicamente, non riesci.

Ma vi rendete conto?

No;

e come mai potreste?

Voi, non avete nulla di tutto ciò.

Per noi, è un problema enorme;

e presto o tardi, a tutti succede.

Come sfruttare questa inevitabile eventualità che la Natura vi offre?

Beh, potreste affondare il coltello e criticare aspramente;

ma sapete, intanto è questione di stile, e poi, è sempre meglio lasciarsi i grossi calibri alla fine, quando ormai avremo creato un climax soddisfacente.

Per cui, non dovete fare altro che quello che si direbbe una cosa gentile, e invece, non c’è niente di più umiliante:

MINIMIZZARE.

Avete presente, no?

“Ma dai, caro, non ti preoccupare. Può succedere a tutti. Dico davvero. Lo so.”.

E lui sarà già li a chiedersi:

ma come, lo sai?

Ma quanti ne hai visti?!?!?

Perché a noi uomini fa strano, pensare che prima del nostro avvento sia esistita una vita sessuale.

Insomma, state lì, coccolatelo, come un bebè;

lasciate che la vergogna si stemperi nel sonno, o in un viaggio al frigo, a cercare cioccolatini.

Successivamente, avrete cura di fargli capire quanto vi sta a cuore il suo problema, facendogli trovare pagine di Internet aperte alla voce “impotenza”, ritagli di articoli, stralci di riviste mediche.

E l’argomento potrà cadere anche lì con una certa frequenza:

“Sai caro, il vicino? E’ andato da quello specialista…lui sì, che aveva un grosso problema, mica tu, eh! Beh, ecco…no, dicevo così, certo che, a te a cosa serve?”.

In capo a un mese sarà così ossessionato dall’argomento da non riuscire a farselo venire duro nemmeno con una iniezione di cemento dopo una visione di collage filmici di Cicciolina, Moana e Selen tutte assieme, col nano e col cavallo, in gramaglie  (il nano e le donne, il cavallo, no).

E mortificato dalla vergogna potrà bastare una spintarella per farlo allontanare definitivamente.

Se poi dovesse dare mosra di voler resistere, potete sempre passare alla visione di film di Rocco Siffredi, e fare sgradevoli comparazioni.

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