Rovinargli le vacanze. Manuale per farsi lasciare

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maggio 9, 2011 di carlovanni

Manuale per farsi lasciare da un uomo

48. Rovinargli le vacanze

E’ così semplice, così istintivo, che quasi sempre succede da sé, senza alcun genere di premeditazione.

Noi viviamo in uno stato di perenne ricretinimento quasi indolore la nostra normale vita lavorativa, il nostro velenoso tran-tran a vita;

poi, però, quando si comincia a ragionare di vacanze, quando si comincia  a programmarle, ci scatta una specie di tensione dei nervi, un’ansia strisciante che trasforma anche il più tranquillo e soddisfatto degli impiegati in un marmittone che conta i giorni che lo separano dalla fine della Naja.

Nonostante sia chiarissimo anche alla mente più umile, che si tratta solo di un patetico palliativo che, al massimo, dopo un paio di settimane ci lascerà di nuovo sulle rovinose spiagge della nostra monotona vita di tutti i giorni, il pensiero delle vacanze che incombono ci trasforma in tanti aspiranti evasori da Alcatraz.

E’ quindi evidente che un momento in cui la psiche maschile è così fragile e delicata potremo agevolmente metere a segno un colpo mortale.

Guardate le coppie di fidanzati:

magari stanno insieme per mesi, poi, alla prima vacanza in comune, si lasciano.

E le coppie di lunga data:

ciascuno fa le vacanze che preferisce, per conto suo.

Le vacanze sono il momento in cui si abbassa la guardia, e assieme, siamo particolarmente spaventati al pensiero che le nostre sacre prerogative

– riposo, distrazione, relax, silenzio, fresco, illusione di una speranza felice per il futuro –

ci venga inquinata, rovinata da stress che releghiamo idealmente al cassetto intitolato

“DOPO!”.

Quindi:

infierite.

Prima di tutto, le vacanze si devono fare insieme.

Ma come?

E’ il momento in cui potete passare più tempo insieme…

in cui potete rilassarvi, liberi da orari e seccatori…

Vi potete divertire davvero…

insomma, dovete far balenare davanti ai suoi occhi l’immagine di una serie di giorni a base di sesso, sgavazza a tavola, placide dormite al fresco e rutto libero, solo voi e lui, mano nella mano.

E quando ormai questa esca sarà stata inghiottita, lavoratevi subito il primo piatto:

la scelta del luogo.

Non dovrebbe essere difficile:

se lui dice mare, voi vorrete i monti.

Se lui anela alla frescura della montagna, voi decisamente sognate le calde spiagge del mare.

Vi posso assicurare che questo sarà un colpo durissimo, alle sue aspettative;

ma si farà a modo vostro, se sarete capaci di argomentare un poco, perché ancora l’idea della vacanza rilassante ed erotica lo tenta, povero ingenuo.

Naturalmente, l’idea che si è fatta nella sua mente, di quello che lo aspetta, è soltanto una totale illusione, che cederà ben presto sotto l’impatto della vostra offensiva.

Si va al mare?

Lui pensa a romantiche passeggiate mano nella mano, poi a pranzo al ristorante, poi sesso nella frescura della casa verniciata di bianco.

Voi, a sessioni di immobilità sotto il sole dalle 8 alle 17, con qualche succo di frutta (ipocalorico) di tanto in tanto per reidratarvi.

In montagna?

Lui pensa ad alzarsi all’alba, andare a funghi, trottare fino all’una e poi ricominciare, e alla sera, cinghiale, capriolo e sesso libero;

voi, sveglia alle 10, caffè in paese, giornale, sintonizzare la televisione, prendere il sole sul prato, e la sera, a letto presto, leggeri, che domani magari si va a camminare (che invece no).

Optate per un compromesso?

La collina?

Benissimo;

non è vero, che la via di mezzo soddisfa entrameb i contendenti.

Anzi, esattamente il contrario;

e potrete anche rinfacciargli di non aver saputo prendere una decisione.

Città d’arte?

Benissimo;

massacranti maratone di shopping, ore di fila per vedere tre croste incomprensibili, flirtare con le guide.

Bramava di poter restare in santa pace da solo, con voi?

Impossibile:

vi verranno a trovare gli amici (le amiche, coi loro compagni, opportunamente a disagio e scocciati) e si fermeranno a dormire,

per non parlare di vostra madre, che ha taaanto bisogno di cambiare aria per un paio di giorni, povera, e perché no?

Cani, gatti, canarini, magari il bimbo della vicina, che l’aria fina (lo iodio) gli fa bene.

Insomma, avete capito il trucco:

questo era quanto lui ha sognato per un mese.

Distruggeteglielo.

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