Rivelargli di essere una spia internazionale. Manuale per farsi lasciare

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aprile 30, 2011 di carlovanni

Manuale per farsi lasciare da un uomo.

39. Rivelargli di essere una spia internazionale. 

Come sopra;

ci sono cose delle quali un povero diavolo, prima di impegnarsi con voi, avrebbe avuto il piacere di esserne messo al corrente.

Questa è certamente una.

Non tanto perché tutti siamo patrioti incorruttibili, per carità;

di fronte all’amore, o a quel po’ di denaro in più che ci permette di arrivare alla quarta settimana del mese, cosa volete che sia mai, vendere al nemico i segretissimi piani della difesa dei nostri confini?

No, è per via di un certo qual disagio che ci potrebbe essere nell’essere sequestrati nel cuore della notte, malmenati, la testa infilata in un sacco, per essere deportati a Guantanamo.

Sono cose che danno fastidio, capite;

noi non amiamo particolarmente le cose che interrompono la nostra comoda e felice routine quotidiana.

E poi, c’è anche quell’altra questione di sottile invidia;

chi è che porta i pantaloni, in casa?

Voi, d’accordo.

Ma per questo dovete per forza fare un mestiere così figo?

Viaggiare il mondo, giocare d’azzardo, uccidere impunemente?

E noi, col nostro lavoro dalle 8 alle 17 e poi in birreria a guardare la partita?

Non è affatto giusto.  Lui ha guardato tutti i film di James Bond, e il divertimento spetta a voi?

No, no.

Intollerabile.

E poi, c’è sempre quella questioncina degli amorazzi clandestini con cui fare i conti;

ci sono tanti uomini la cui insicurezza impedirebbe loro di vivere, senza screzi, con una che per mestiere si leva le mutande in mezzo mondo.

Vabbè che il dovere chiama, ma le corna, restano.

E poi:

anche qui, entra velocemente in gioco l’invidia, state pur certi che se toccasse a lui questa incombenza riuscirebbe a passarci sopra con spirito di abnegazione, e pretenderebbe altrettanto da voi.

Insomma;

il ritrovarsi una spia in casa comporta un sacco di fastidi.

Le ferie sempre in posti caratteristici, per carità, ma vorrebbe sceglierle anche lui, qualche volta;

e poi, diciamocela tutta, saranno anche paesi con una cultura affascinante, ma aggirarsi per tutto l’Est europa con cartelle di pelle incatenate al polso, dopo un po’, rischia di stufare.

Se questi fastidi grossi e piccoli a lui non danno proprio fastidio, non vi resta che farvi assegnare in una località sperduta e magari con incarichi al limite del suicidio.

O così, o farlo incastrare da una qualche vostra gnocchissima collega venticinquenne estone, per poi “scoprirli” avvinghiati sul divano buono nel tornare a casa anzitempo.

Insomma:

a cosa vi servono certe prerogative del vostro mestiere, se poi non ne fate uso nel momento del bisogno?

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