Trovare un lavoro, o trovarne uno migliore. Anche del suo.Manuale per farsi lasciare

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aprile 24, 2011 di carlovanni

Manuale per farsi lasciare da un uomo.

33. Trovare un lavoro, o trovarne uno migliore. Anche del suo.

Non ci si crederebbe, quante sono ancora le famiglie in cui l’uomo di casa si ostina a voler essere lui, e lui solo, la fonte del sostentamento, il cacciatore trionfale, l’eroe della classe operaia.

Magari, ammazzarsi di straordinari;

ma la compagna, no!

Non sia mai!

Lei deve stare a casa, come una principessa!!!

E occuparsi semmai, tutt’al più, della cucina, delle pulizie, delle bollette, del condominio, e di tutti i compiti annessi e connessi alla prole.

Segno di una cultura fortemente sessista, che dietro alla solita scusa della divisione dei ruoli nasconde prevaricazioni psicologiche e scarso rispetto per le autonomie altrui.

La donna moderna, al contrario, si è ormai quasi completamente emancipata:

adesso, sì, può decidere liberamente di trovarsi un lavoro sottopagato, di essere sottoutilizzata, sottostimata e soggetta ad ogni forma di ricatto e molestia,

e al ritorno a casa,

finalmente,

occuparsi della cucina, delle pulizie, delle bollette, del condominio, e di tutti i compiti annessi e connessi alla prole.

Contente voi!

Comunque;

qui stiamo parlando di situazioni in cui il vostro lui sia così retrogrado e insicuro da sentire minacciato il suo ruolo nel momento in cui voi rivendicate il diritto ad un qualsiasi tipo di autonomia personale, quale che sia la considerazione mentale o economica da portare a sostegno.

Per cui, anche se una cosa simile sembra strana, provate:

uscite di casa, e mettetevi in cosa agli sportelli degli uffici dove si cerca il personale.

Sarà probabilmente una gara massacrante, che potrebbe farvi perdere d’animo.

Non cedete!!!

Ricordatevi che lo fate per almeno due buonissime ragioni:

la prima, se anche non trovate lavoro, in fondo non importa;

per voi è solo strumentale, non ne avete davvero un bisogno impellente (e a causa di ciò, potrebbero anche assumervi).

La seconda:

quando vi avrà lasciato, un modo per sopravvivere lo dovrete pur avere, no?

Bene.

Lasciate in giro per casa tonnellate di curricula e libri “Come trovare il lavoro della tua vita e mandare all’inferno chi ti schiavizza” (no, questo non esiste, anche se potrei scriverlo in futuro, dietro richiesta),

fatevi trovare sempre impegnate in conversazioni telefoniche, anzi, flirtate lievemente con chi vi chiama, fosse anche un ottuagenario o una segreteria registrata (lui non lo sa);

alle sue proteste, zittitelo acidamente, e giustificatevi col fatto che lo fate per poter lavorare.

Tornate dai colloqui a orari impossibili, se riuscite, lievemente sbronza, o con gli abiti in disordine:

sarà divertentissimo, vedere le facce che farà!

E registrate attentamente ogni singola sua affermazione:

la potrete usare contro di lui in seguito.

Quando poi comincerà il gran ballo, ovvero, avrete trovato lavoro, sarà naturalmente vostra cura rallentare molto, moltissimo le attività casalinghe.

E come arma tattica geniale, aprire un proprio conto corrente, in cui versare lo stipendio.

Così il frutto delle sue fatiche sarà di entrambe, e il vostro, invece, rimarrà vostro.

Io non credo, in tutta onestà, che un uomo possa tollerare con grazia e nonchalance un simile affronto.

Se poi, oltre all’orribile sgarbo e alla evidente mancanza di fiducia nelle sue capacità di mantenervi a vita, fate anche tanto di trovare un lavoro migliore del suo, se non addirittura meglio pagato,

tenetelo d’occhio attentamente, e magari stendete un telo di plastica un po’ ovunque:

potrebbe spararsi entro breve.

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