La faccia di D’Alema

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marzo 22, 2011 di carlovanni

Mi avvicino per sbaglio alla televisione accesa, e leggo di sfuggita (la mia maledizione: guardo una cosa e l’ho già letta) il flag:

“FACCIA A FACCIA CON MASSIMO D’ALEMA”.

Io di quest’uomo non scorderò mai la definizione che diede di lui, durante una trasmissione di storia (forse su La7 ? Non ricordo), il conduttore,  Pierluigi Battista: “un uomo che si crede più intelligente di quel che è”.

Ricordo che quando è apparso le donne tutta della sinistra reggiana sospiravano per lui. Com’era giovane e snello! Che bei baffi eleganti! E come parlava bene!

Questa è una cosa che sento spesso dire, a proposito di personaggi pubblici: “Come parla bene…”, come se non importasse il senso, ma piuttosto la capacità dialettica. Una specie di supercazzola senza fine, insomma. Giusto un gradino sopra Pannella, del quale io non ricordo di aver mai compreso un discorso che è uno.

Quanto ai baffetti, anche Ferretti, all’epoca il segretario della CGIL di qui, poi vicesindaco, se li era fatti crescere, per assomigliarvi di più.

E in effetti, una discreta somiglianza, c’era, è innegabile.

Poi, con i rovesci di fortuna del pesce grosso, che sparì, sparirono anche i baffetti.

Ma D’Alema, non muore mai, in effetti. Nonostante le cazzate che ha combinato, torna sempre alla ribalta, zitto zitto, lui, lavora nell’ombra, come Cif Ammoniacal.

Se si vuole che sparisca, bisogna piantargli un paletto di frassino nelle coratelle e riempirgli la bocca d’aglio, come il Wurdalak.

Nel frattempo, usa la voce Bene Gesserit:

… come parla bene …

4 thoughts on “La faccia di D’Alema

  1. monica ha detto:

    uè gattino! NON tutte le donne della sinistra reggiana sospiravano per “sor baffino”, io ne conosco almeno 7 che lo trovavano detestabile già allora, e una di quelle sono io!
    ciao micio!
    Mochi

  2. valensfra ha detto:

    Se la qualità di un politico può essere riassunta con ‘parla bene’, sfioriamo il paradosso. Sarebbe com dire che una ditta offre un ottimo servizio e cerca continuamente una relazione duratura col cliente: e cioè si parla di cose scontate.

    (vero è che con la generazione Calderoli neanche la buona dialettica è cosa così ovvia in un politico)

    • carlovanni ha detto:

      Del resto, anche di Fini dicevano la stessa cosa. Niente da fare; l’Italia paga alle urne lo scotto di uno stato di istruzione mediocre o inesistente, che fa vedere in chi ostenta cultura un possibile leader. Dramma al quale si unisce sempre la naturale tendenza alla sudditanza strisciante che abbiamo.

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