Spunta la traccia romana nel caso dell’Annunciazione

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marzo 10, 2011 di carlovanni

Betlemme, 2011.

Dopo tanto silenzio, finalmente qualcuno ha il coraggio di rompere un muro di omertà che tante sofferenze ha causato.

“Fummo inviati per far quadrare una profezia che pareva non doversi avverare”, dichiara l’informatore noto col soprannome di Arcangelo, “e chiedemmo ad una cittadina del luogo di rilasciare dichiarazioni in merito ad alcune date di nascita ed alla paternità del figlio, nonchè su alcune condizioni particolari del parto”.

Si getta così nuova luce su di un caso che ha confuso gli inquirenti per oltre duemila anni.

“Per me è un grande sollievo” dichiara Giuseppe “poter parlare liberamente di questa cosa. Questa vicenda mi ha profondamente ferito, ed era ora che si facesse un poco di chiarezza: chi sa, per favore, parli!”.

Il Messia, stando a queste rivelazioni, non sarebbe quindi stato Figlio dello Spirito Santo; si apre così una intricata questione di eredità, complicata dal fatto che le date su vita, morte e miracoli indicate nei testi risultano contraffatte ad arte per motivi di coerenza storica.

Non è la prima volta che in questa area geografica si assiste a simili casi, del resto, come testimoniano i quotidiani attuali.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/03/10/visualizza_new.html_1557989234.html

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